Riceviamo e pubblichiamo

Danilo Arcuri


Lo sport in città da risorsa in termini di crescita sociale ed economica si è trasformato, o meglio è stato trasformato, in un problema. In discussione ed in forse è ormai la sopravvivenza stessa dello sport amatoriale e non, con gli impianti sportivi comunali divenuti argomento da aule di tribunale, dimenticando migliaia di sportivi, giovani atleti costretti ad uno stop che rischia di divenire permanente.

Lo sport è strumento di crescita, offre le opportunità e le condizioni per uno sviluppo armonioso della persona, mente e corpo, attraverso una socialità che viene alimentata da volori quale la lealtà e la correttezza. Non possiamo rinunciarci!  È necessario, ed è bene farlo in tempi brevi, aprire un discussione seria sulla gestione degli impianti sportivi, una discussione che deve tenere conto del tessuto economico e sociale della nostra città. Riproporre tariffari, magari copiati e ripresi da altre realtà economiche, non è una buona amministrazione, è una gestione cieca della cosa pubblica. La gestione degli impianti comunali non può essere ridotto ad un mero esercizio contabile! 

Dobbiamo sì guardare ad esperienze in altri contesti territoriali, ma se offrono la reale e concreta possibilità ai nostri atleti ed agli sportivi di continuare a fare sport a Crotone, se mettono nelle condizioni le associazioni e società presenti di lavorare. Si deve intervenire, ed è per questo che stiamo studiando le buone prassi attuate in altre città, piccole e grandi realtà, dove è stata realizzata una gestione mista pubblico/privata.

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