Il cerchio è quasi chiuso.

Adesso, non resta che attendere a chi sarà attribuito il simbolo del PD, e scoprire quindi se resterà Grillo il candidato Iacucciano, oppure se si dovrà continuare a raschiare il barile, nel tentativo di riuscire a trovare un altro nome disponibile e spendibile.

Da capire inoltre, che fine faranno tutte le liste civiche ancora senza “casa politica”, alcune delle quali molto “mobili” e comunque vicine al centrodestra, ma non proprio gradite dal centrodestra, e da chi coordina le operazioni elettorali.

Va da sé quindi che, se la situazione rimarrà invariata, i candidati a sindaco resteranno sette, se invece Gaetano Grillo non accetterà l’invito di Iacucci e amici, (vedi assenza del simbolo PD), e se le liste di cui sopra non faranno breccia nel centrodestra crotonese decidendo di correre da sole, i candidati a sindaco potrebbero diventare addirittura nove.

Evviva l’abbondanza dunque, purché produca “facta non verba”. La sostanziale ed importante differenza fra un candidato a sindaco e l’altro infatti, sarà proprio questa: fatti e non solo parole.

Attenzione, osservazione, riflessione e poi la scelta. Perché il voto non è soltanto un sacrosanto diritto, ma anche e soprattutto un’opportunità e grande strumento di democrazia.

Se possibile, evitiamo con cura chi blatera continuamente e gratuitamente, chi sa solo distruggere e non costruire, chi non possiede la necessaria esperienza e conoscenza, e chi si sente un genio, fortunatamente incompreso.

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