In questa lunga ed incerta guerra contro il Coronavirus, abbiamo perso una battaglia molto importante, e a questo punto speriamo non decisiva.

L’abbiamo persa tutti, o quasi, perché dopo mesi di clausura forzata, dal giorno in cui ci hanno restituito la nostra libertà, consegnandoci insieme ad essa delle semplici e basilari regole comportamentali da applicare, le abbiamo snobbate, rifiutate ed ignorate, quasi come se queste rappresentassero una offesa alla nostra dignità di esseri umani liberi, una impertinente violazione dei nostri diritti.

Non è proprio cosi. Ci deve essere sfuggito qualcosa strada facendo, oppure abbiamo completamente dimenticato e cancellato in fretta quanto è accaduto, cosa è stato e ancora è il Covid-19. Dov’è finito il grande senso di responsabilità e di rispetto nei confronti delle persone e delle regole, che ci univa tutti? Cantavamo anche dai balconi.

Ce lo avevano detto, ci avevano avvisati: il virus non è scomparso, ha solo rallentato la sua corsa. Fondamentale dunque, era tornare a fare quasi tutto quello che facevamo prima del lockdown, ma con dei limiti, delle semplici accortezze, nel pieno rispetto di sé stessi e degli altri.

Niente da fare. In preda ad una irrefrenabile smania di divertimento senza regole, e assaliti da una scatenata voglia di movida “a tutti i costi”, non ci siamo privati di nulla. Dovunque e comunque. In strada, in spiaggia (libera e non controllata), in molti locali ed in discoteca, senza mascherina e alla faccia del distanziamento sociale.

Come se avessimo fatto solo un brutto sogno, che adesso però, impietosamente ed inevitabilmente, rischia di diventare un incubo. Reale e molto rischioso.

E se la curva dei contagi tornerà a salire, così come sta già accadendo, è facile anche ipotizzare interventi e misure mirate da parte del Governo, atte ad evitare di gettare alle ortiche quanto di buono avevamo fatto nei mesi di lockdown, e con la viva speranza di non rivivere quanto abbiamo già vissuto. Se non peggio.

Dobbiamo vivere, dobbiamo andare a lavorare, e i nostri figli devono poter tornare a scuola. E dobbiamo eleggere il nuovo sindaco. Ma ci abbiamo pensato?

Facciamolo, e torniamo subito in noi se possibile. Basta incoscienza, leggerezza e superficialità. Basta col “coglionavirus”!

P.S. Quanto sopra non è ovviamente riferito a chi in questi ultimi mesi, nonostante tutto e tutti, ha osservato regole e norme.