Il Direttore di FenImprese critica il governo e non solo.
Dopo il primo lockdown nessuno ha imparato la lezione,nonostante fosse semplicemente di senso civico e rispetto degli altri .
Avremmo potuto prendere il virtuoso esempio del Giappone che, grazie all’utilizzo della mascherina, al rispetto delle distanze interpersonali e l’igienizzazione delle superfici di contatto ha ridotto la pandemia ad un semplice cambio di abitudini.

Andrea Esposito

Tanti Italiani hanno sottovalutato il problema dei contagi asintomatici, riunendosi con parenti o amici in tranquillità e senza precauzioni, abbassando la guardia verso il un contagio che 9 volte su 10 è una semplice e leggera influenza.
Senza trascurare che le riunioni d’ufficio, sempre con le stesse persone e in piccoli ambienti chiusi, seppur condotte in apparenza con soggetti in buona salute, hanno potuto rappresentare un luogo di aggregazione di soggetti asintomatici.
La colpa non è del virus ma delle capacità di valutazione, scelta e senso civico.
Ed ora siamo difronte ad una nuova scelta scellerata di un governo che colpisce gli ipotetici luoghi di contatto, assembramento e svago.

Il governo si illude ad esempio di tenere in casa, da soli, tutti gli adolescenti possibili portatori asintomatici e non controllati da nessun protocollo anticontagio, a differenza di aziende, palestre, cinema e attività della ristorazione.
Tutte queste attività non sono la causa delle situazioni di assembramento o contatto ravvicinato tra persone, in quanto se la sera dei giovani vogliono condividere assieme dei momenti e non potranno farlo in una pizzeria, cinema o bar andranno in una casa, in macchina, in una roulotte o sotto un ponte ma di sicuro si incontreranno.

Queste nuove chiusure non trovano risultati incoraggianti nei paesi che già le stanno applicando e, inoltre, scatenano manifestazioni di piazza che diventano potenziali vere situazioni di contagio.
Infine, il governo continua ad essere cieco e sordo emanando restrizioni in tutta Italia ignorando che esistono comuni ad oggi esenti dal contagio e che si ritrovano ad avere gli stessi danni economici di Milano, città con più contagi in un giorno rispetto a tutta la Calabria in due settimane.
Un governo che tratta le 20 regioni allo stesso modo, è simile ad un medico che somministra a tutti gli ammalati la stessa cura, pur avendo ogni paziente sintomi, età, corporatura e gravità della malattia diversa….

Mi chiedo quale medico agirebbe in questo modo? Possibile che tutti i pazienti diversi in tutto e anche nella gravità della malattia hanno bisogno di un antibiotico forte?
Il paese è stanco, e non basta più la bella presenza del presidente Conte per chiudere gli occhi e dire che andrà tutto bene!
FenImprese chiede l’immediata apertura di tutte le attività nel rispetto delle regole anticontagio e controlli serrati di tutti i luoghi e momenti di assembramento, puntando ad un contenimento concreto del contagio e non ad un danneggiamento delle attività che rispettano le regole.
L’Associazione tramite il Direttore Andrea Esposito, chiede inoltre, trattamenti differenti a seconda delle aree regionali e comunali, in base, inoltre, ai rapporti tra positivi e abitanti del comune e del rapporto tra posti disponibili in reparto e terapie intensive su base regionale.

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