Ormai ragiona, parla e si muove come un uomo del PD. Mancano infatti solo i crismi dell’ufficialità, anche se alla luce degli ultimi eventi politici ed amministrativi, potrebbe anche non essercene bisogno.

Il sindaco di Crotone Vincenzo Voce è “roba” del Partito Democratico. E non soltanto per le “anomale” ma già previste e sinistroidi nomine in Giunta di “Valloniana memoria”, ma anche per i contatti e le relazioni che il primo cittadino, non a caso, continua a portare avanti con noti esponenti della sinistra, e del PD in particolare.

Vedi consolidati rapporti con Iacucci, e la partecipazione al Social Webinar sullo sviluppo sostenibile del Sud e della Calabria, organizzato dalla Fondazione Europa Mezzogiorno Mediterraneo di Mario Oliverio, al quale insieme a Voce ed all’ex presidente della Regione, hanno partecipato fra gli altri, Giuseppe Falcomata’, Nico Stumpo, Enza Bruno Bossio, Francesco Aiello e Roberto Musumanno.

Ma non si era detto e ridetto di cambiamento, discontinuità, e totale rottura con i soliti noti? Mi sa proprio che così non è, e così non sarà. Chi glielo va a spiegare ora alla maggior parte degli elettori che hanno votato il nuovo che avanza, che il PD è vivo e vegeto anche grazie ai due “Tesori di Calabria” Carlo Tansi (già nella sede romana del PD), ed Enzo Voce?

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