Riceviamo e pubblichiamo

“Abbiamo assistito, di recente, a una campagna elettorale molto incentrata sulle questioni ambientali della città: fatta, tuttavia, sulla pelle della povera gente. Infatti, taluni personaggi in diverse occasioni hanno millantato credito sulle battaglie ambientaliste degli ultimi ventanni. Come sempre, dunque, per l’ennesima volta, ci mettiamo la faccia sui temi scottanti per la città e il territorio.
Dobbiamo allora con forza denunciare come, oramai da tempo, si stimi un considerevole aumento di patologie oncologiche nel territorio compreso tra Capo Colonna e Isola di Capo Rizzuto. Attraverso riscontri – ben documentati e in seguito approfonditi – abbiamo purtroppo constatato l’esponenziale crescita della incidenza tumorale non solo nei ben noti siti della città di Crotone.

Infatti, risale addirittura al lontano 2004 l’articolo del giornale Il Crotonese, a firma di Maria Rosaria Paluccio, già responsabile Scuola e Formazione di Legambiente Calabria, che riprendeva l’ultimo dossier della stessa Legambiente che segnalava la presenza di arsenico in quantità considerevole nei tratti di mare antistanti l’area nord della città di Crotone, a ridosso di Capo Colonna, e l’Area Marina Protetta Capo Rizzuto. Ancora non è stata trovata una risposta per lelevata presenza di arsenico in piena Area Marina Protetta. A meno che non dovessimo scoprire un giorno che qualcuno ha utilizzato, nel corso degli anni, quel tratto di mare come deposito di materiali inquinanti, ricalcando in mare il preoccupante caso della Terra dei fuochi” in Campania.

Non appare peregrina la tesi che pure nel nostro caso siano stati “tombati” dei rifiuti radioattivi provenienti da altre aree d’Italia. Questa nuova, tristissima realtà, se verrà confermata attraverso uno studio scientifico promosso dalla Regione Calabria, tramite il consigliere espresso dal territorio Flora Sculco, che noi sollecitiamo, potrà confutare ogni dubbio. Lo strumento per monitorare il territorio è stato già utilizzato. Si tratta di un elicottero provvisto di georadar attraverso il quale la Regione, con il Ministero dell’Ambiente, ha monitorato quattro delle province calabresi, con l’esclusione, dunque, della sola Crotone.
Naturalmente non è nostro obiettivo creare falsi allarmismi, piuttosto il proposito è quello di sollecitare una maggiore tutela della salute pubblica di tutti noi crotonesi”.

Pietro Infusino,
Consigliere nazionale dei Verdi

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