Riceviamo e pubblichiamo

È puntualmente in occasione degli appuntamenti elettorali che viene attivata una qualche operatività da parte di talune Segreterie di Partito, anche di quelle solitamente immerse nel più assoluto letargo e disimpegno. E, dopo due batoste, l’una più clamorosa dell’altra, non ci si aspetterebbe certo di veder ripetersi lo stesso copione, gli stessi metodi e gli stessi riti, che sono quelli che hanno ormai portato il Pd ad un drastico ridimensionamento dei suoi consensi, ponendo le premesse per una sua quanto più probabile scomparsa a breve termine.

Il risultato delle ultime Elezioni Comunali crotonesi, nelle quali si è dovuto persino rinunciare ad utilizzare il proprio simbolo, costituisce un esempio lampante, che dovrebbe indurre quanti hanno a cuore la sorte futura di questo Partito a riflettere, perché in politica, quando si perde in così grande quantità la fiducia, è cosa piuttosto complicata e per nulla scontata riuscire poi a riconquistarla. Ma, a giudicare dalle prime mosse fin qui compiute in vista delle prossime Elezioni Regionali da parte del Partito ai suoi più alti livelli, sembra che si stiano adottando gli stessi metodi ridicoli e assolutamente fallimentari della volta scorsa. A decidere, nel chiuso di una stanza, la candidatura del Governatore, le alleanze e i nominativi di proprio gradimento per la formazione delle liste, sono, anche durante la preparazione dellla tornata elettorale in corso, i soliti quattro gatti.

Inoltre, il Partito, né ai suoi livelli più alti che a quelli più bassi, indice riunioni pubbliche di alcuna sorta, e non vengono tenuti nella dovuta considerazione i gruppi dirigenti delle diverse realtà locali, né tantomeno coloro che, pensandola diversamente su tante cose importanti, vanno incontro alla sofferta umiliazione di essere esclusi a priori da ogni forma di coinvolgimento. Occorre, tuttavia, comprendere che questa volta non si è più disposti a restare in un Partito siffatto, nel quale si continua cinicamente a calpestare la dignità, la lealtà, la fede e la coerenza politica di quanti, da dirigenti, da militanti o da semplici simpatizzanti, si sono messi per tanti anni al suo servizio e non per scopi personali, ma ad esclusivo beneficio del proprio gruppo di appartenenza e della propria comunità.

Non si può, altresì, stare più in un Partito dove, una volta che i “giochi” sono stati fatti, si viene semplicemente richiamati all’appartenenza, al senso di responsabilità e utilizzati per le campagne elettorali solo come procacciatori di voti. Né si può stare più in un Partito, che risulta ormai incapace di coinvolgere la gente e di disegnare alcun progetto politico credibile e alcun programma di governo convincente e degno di credibilità; per non parlare degli altri suoi ancor più gravi limiti, che sono, già da diversi anni, sotto gli occhi di tutti.

Mario Galea Dirigente PD Crotone

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