Riceviamo e pubblichiamo

Sculco su decreto Calabria: “La proroga del commissariamento appare immotivata e irragionevole”.

Il famigerato decreto Calabria, con il voto positivo del Senato, oggi è diventato legge. Questo provvedimento, approvato oggi con i voti del PD e del M5S proroga la gestione commissariale di altri 24 mesi, con l’ambizione di “risanare” il sistema sanitario calabrese, quel sistema, cioè, che è stato azzoppato da undici anni di lungo, inutile e dannoso commissariamento. In questi undici anni non solo i lea (livelli essenziali di assistenza) sono peggiorati, quanto il debito della sanità è lievitato a dismisura raggiungendo livelli insopportabili. La proroga del commissariamento appare, quindi, immotivata e irragionevole, e assume quasi una logica punitiva nei confronti della Calabria e dei calabresi e solo in questo senso si può leggere l’ennesima nomina di un uomo che proviene dalle forze dell’ordine e non di un manager che possa e sappia gestire i processi. Come se la sanità calabrese fosse una questione di ordine pubblico, direi quasi di criminalità e non riguardasse, invece, la gestione di un sistema complesso e mal funzionante. E soprattutto in questo periodo, in piena pandemia, sarebbe servito uno scatto d’orgoglio e una presa di responsabilità della politica. Avremmo preferito che il Governo adottasse un provvedimento coraggioso restituendo la responsabilità e la guida della sanità alla Calabria e ai calabresi, così come riconosciuto costituzionalmente come funzione attribuita alle regioni. Ed invece no! Siamo difronte all’ennesimo scippo nei confronti della Calabria, questa volta non parliamo solo di risorse ma della nostra sovranità.

On. Flora Sculco

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