Riceviamo e pubblichiamo

Nei miei 22 anni vissuti all’estero, la nostra bellissima Crotone mi è mancata tutti i giorni…Era come se vivessi due vite contemporaneamente, mi svegliavo in un posto, ma mi addormentavo in due.
Ho vissuto in un paradiso, una terra unica nel suo genere, fonte di vita e benessere per tanti. Eppure la mia terra continuava ad esercitare quotidianamente su tutti i miei 5 sensi un richiamo fortissimo, irresistibile, lacerante, un po’ quello che il canto delle sirene esercitava su Ulisse.

Sapevo che un giorno sarei voluto ritornare nella mia Itaca, ma non potevo farlo prima di arrivare alla mia meta personale e professionale. Oggi sono qui, nella nostra Crotone, perché il senso di appartenenza alla nostra città è un sentimento che mi ha sempre accompagnato, nel bene e nel male. L’appartenenza non solo ad essa, ma anche alla mia comunità, alla mia gente, al mio dialetto, alla mia cultura enogastronomica.

Tempo fa, dopo aver visto un corto che voleva in qualche pubblicizzare la Calabria e cercare di farla conoscere un pochino meglio, mi venne spontaneo il desiderio di scrivere questo sui social: “fatevi venti anni all’estero ed imparerete ad amare di più la nostra terra”. La mia era una risposta a chi criticava incessantemente alcuni punti del video, se non tutto, senza forse capirne il vero valore, che spesso diviene un valore intrinseco e forse per questo non facilmente capito. Si, perché vivere così lontano fa si che il sentimento di appartenenza di cui sopra si amplifichi, e riesci ad apprezzare aspetti e dettagli della nostra cultura che prima non riuscivi nemmeno a scorgere. Oggi invece li assaporo appieno, onnipresenti, come se fossero delle clementine di agosto.

Camminare per strada ed essere salutato da tutti, sentire da lontano quell’amico che ti fa una battuta in dialetto, il clacson dell’auto che suona solo per dirti un ciao, un buongiorno, un arrivederci… Tutto ciò mi fa sentire vivo, pieno, felice. Sembrano sciocchezze, ma provate a vivere all’estero dove, quotidianamente immerso tra migliaia e migliaia di turisti, croceristi, e persone provenienti da ogni parte del mondo, tu non sei altro che uno in più… Uno sconosciuto ai tanti e tra i tanti. Provate a vivere così per due lustri, e capirete meglio di cosa parlo. Crotone, piccola cosi come è, offre una straordinaria opportunità, quella appunto di far parte di un gruppo, di una società, di una comunità. Un insieme di persone che dovrebbe avere una imperiosa e assoluta necessità: quella di allearsi.

Perché allearsi per unire le forze è la più grande rivoluzione del nostro tempo, proprio perché i processi creativi che si innescano, rimodulano il rapporto della comunità con il proprio territorio. Legami che si rinsaldano, amicizie che nascono, reti che si espandono, quasi a rammendare un tessuto di risorse, competenze e saperi di cui è ricco ogni luogo, anche se spesso ignorati. Avere una intera comunità crotonese alleata e non contrapposta, significa poter portare avanti progetti di sviluppo finalizzati ad esempio alla miglioria estetica della nostra città. Crotone è il luogo che ci appartiene come ci appartiene la sua crescita in termini culturali e sociali.

La Citta se ben tenuta aumenta il suo “appeal” non solo estetico, anche se il turismo si alimenta di questo aspetto, ma anche da un punto di vista economico attraendo iniziative imprenditoriali che poggiano la loro valutazione sull’appetibilità del territorio. Ma questo è solo uno dei tanti ambiti in cui quella unione di cui sopra, potrebbe apportare benefici per tutta la nostra comunità. Chi mi conosce sa bene quanto io parli sempre dei giovani, della immensa risorsa che rappresentano e quanto sia importante far si che essi per primi prendano coscienza piena del luogo sacro in cui sono nati e vivono.
Occorre coinvolgere sopratutto le giovani generazioni in una competizione virtuosa rispetto alla capacità di elaborare progetti di partecipazione alla vita attiva di Crotone anche prospettando soluzioni nuove e inedite ai problemi ed alle criticità presenti nella nostra città.

Durante la recente alluvione, ennesima battuta d’arresto per il nostro territorio, il nostro vero senso di appartenenza comunitario è venuto fuori, emergendo spontaneamente dalla parte più profonda del nostro cuore, ed in molti ci siamo messi a disposizione per cercare di apportare il nostro piccolo contributo in modo assolutamente generoso e altruista. Abbiamo sofferto tutti durante i giorni quei giorni di pioggia, tutti con il cuore in gola ed il fiato sospeso, preoccupati non solo per noi stessi e per la nostra incolumità, quanto per quella degli altri, anche sconosciuti, ma pur sempre uomini, donne e bambini di Crotone che si trovavano in difficoltà. Il nostro amore si è manifestato, ed è così che sogno la mia città, unita e coesa come una unica grande famiglia. Questa il senso di appartenenza di cui ha bisogno Crotone!

Mi sento parte di una comunità, la Mia. È la terra degli Achei, terra di donne e di uomini forti, instancabili, e ne voglio far parte ogni giorno a 360º, senza chiudermi dietro sterili barriere ideologiche o partitistiche. Forse è per questo che cerco una posizione “eccentrica”, in cui l’appartenenza non è ad una ideologia o ad un partito o ad un contesto sociale autoreferenziale, bensì attenta a conservare la propria indipendenza di azione e di pensiero, per mantenere integra la propria obiettività di giudizio. Magari questo non mi garantirà la partecipazione alla gestione del potere, alla “catena del potere”, ma mi assicurerà un’attenzione profonda e sincera a chiunque si metta in relazione con me, a prescindere da “quanto conta socialmente”. Perché ciò che sogno è un futuro socio/economico migliore per tutti i miei concittadini, non solo per i pochi di sempre.

Mi auguro di non vedere nessun altro giovane concittadino obbligato ad emigrare ed allontanarsi dalla sua comunità solo per avere un futuro migliore così come successe a me, e mi auguro che non abbia bisogno di fare questo passo per amare con più forza la città in cui vive. Ciò che mi importa è che la gente si accorga, così come è successo a me, senza dover necessariamente emigrare per capirlo meglio, dello straordinario luogo in cui vive, percependone la bellezza inesplorata, notandone anche le mancanze, le carenze, ma contribuendo soprattutto a migliorarle. Così da cittadini erranti si diventa protagonisti del proprio territorio, rimboccandosi le maniche per renderlo migliore. In questo modo, recuperare il senso di comunità, l’alleanza fra cittadini, acquisisce il suo significato più profondo, ovvero quello di prendersi cura dei beni comuni materiali e immateriali, tangibili e intangibili, a volte manifesti, altre nascosti, per camminare insieme verso un nuovo futuro, lontano dalla solitudine, lontano dall’oblio.

Crotone siamo Noi.
Noi siamo cittadini di Crotone.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here