Sculco: “Arpacal ha bisogno di trasparenza e di un serio rilancio”

In questi giorni, il direttore generale dell’Arpacal, Domenico Pappaterra, ha offerto un quadro conoscitivo dell’agenzia, descrivendo una situazione a dir poco disastrosa e fallimentare, fino al punto di rendere impossibile all’agenzia lo svolgimento delle sue ordinarie attività e, addirittura, della stessa mission istituzionale.
Pappaterra asserisce che in questi anni, nonostante le centinaia di assunzioni fatte, c’è stata una vera e propria fuga di massa.
Sostiene, inoltre, che l’agenzia sia stata abbandonata a sé stessa e i dirigenti rimasti, trasformati in “generali senza esercito”.
Incredibile!
Si può dire a dir poco tragica e allarmante la situazione descritta da Pappaterra, fino al punto di far pensare che in questo delicato settore non si sia, in tutto questo tempo, esercitato un’adeguata ed efficiente attività mirata e protesa a salvaguardare e tutelare l’ambiente.
Ovvero è venuta meno la capacità di assolvere ai propri compiti e alle proprie funzioni, per le quali si sono consumate una montagna di risorse pubbliche.
Non credo che i dipendenti in servizio siano venuti meno ai loro impegni e ai loro doveri, anzi… al contrario riteniamo che si siano sobbarcati, proprio per la mancanza di personale, oneri e compiti straordinari e anche aggiuntivi, e che magari non hanno ricevuto il necessario e giusto riconoscimento da parte del management che si è succeduto.
C’è da domandarsi, però, ma le centinaia di dipendenti assunti fin dalla nascita dell’Arpacal sono semplicemente fuggiti oppure sono stati addirittura rapiti?
Di certo si potrebbe dedurre che l’Arpacal sia stata “utilizzata” come struttura di reclutamento di personale, per essere, quasi immediatamente poi, trasferito altrove e in maniera particolare negli uffici della Regione.
Di sicuro si è realizzata un’attività di “desertificazione” dell’agenzia, venendo così meno e tradendo la missione per cui è stata creata e di cui la Calabria, ancora oggi, ha così tanto bisogno.
È un gran mistero che bisognerà svelare.
Di sicuro non bastano dichiarazioni general generiche e nemmeno analisi superficiali e approssimative a comprendere appieno la situazione.
Dichiarazioni e analisi che, forse, anzi diremmo probabilmente, sono poste a giustificazione di un ulteriore iniziativa o attività sul personale che, magari, ripercorrerebbe gli stessi tragici errori commessi in passato.
C’è da dire che in tutti questi anni, la gestione del personale è stata un autentico disastro, se questi sono gli esiti, che ha generato effetti negativi a causa dei “rapiti o fuggiti” che dir si voglia, e soprattutto inopportune e ingenerose penalizzazioni nei confronti del personale che è rimasto in trincea a svolgere il proprio dovere.
In entrambi i casi si è verificato un effetto drammatico sul funzionamento dell’agenzia.
Per non parlare poi dell’Arpacal di Crotone.
La città e l’intera provincia sono stati asserviti ai bisogni clientelari di quel tempo che si sono perseverati negli anni a seguire e sempre a danno di Crotone.
Infatti, a Crotone è stato assunto personale che, immediatamente dopo il concorso svolto, finalizzato esclusivamente per il territorio pitagorico, è stato trasferito altrove senza alcuna plausibile e legittima motivazione.
Nell’agenzia di Crotone sono presenti solo poche unità, rispetto alle oltre venti previste dall’organico.
Cioè, giusto per essere ancora più chiari: dove c’era e c’è maggior bisogno dell’Arpacal, per via della ben nota questione ambientale (Crotone è da decenni sito d’interesse nazionale SIN), l’agenzia non c’è mai stata a sufficienza.
Risulta invece più presente e anche in abbondanza, fuori e dentro l’agenzia, ed in territori con meno problemi ambientali rispetto a Crotone.
È opportuno a questo punto, fare una puntigliosa e rigorosa verifica della situazione, allo scopo di recuperare una trasparenza che è mancata in questi anni e rafforzare un’efficienza quanto mai necessaria.
Per quanto mi riguarda avverto la necessità di dedicarmi, utilizzando tutte le prerogative offerte dal mio ruolo per concorrere a costruire un quadro di conoscenze approfondito, realistico e veritiero perché vengano adottati i provvedimenti necessari a rilanciare il ruolo dell’Arpacal.
On. Flora Sculco