Affermare, grazie a motivazioni evidenti ed eloquentemente argomentate, che del Consiglio comunale di questo pomeriggio da salvare c’è solo l’inno nazionale, suonato prima dell’apertura della seduta, non è affatto pensiero audace ed esagerato.

E ce ne dispiace, così come siamo certi, anche a tutti i cittadini che hanno avuto la “fortuna” di assistere all’odierno Consiglio comunale che, normalmente, dovrebbe rappresentare la massima espressione amministrativa e politica della città. Non è cosi purtroppo.

Oggi infatti abbiamo assistito all’ennesima dimostrazione di un Consiglio comunale gestito da questa amministrazione in maniera decisamente unidirezionale, sorda, consapevolmente distante da tutto e da tutti, ma anche e soprattutto in netto contrasto con i più sani principi di democrazia e partecipazione.

Motivazione quest’ultima, per la quale, preso atto che di rimodulazione del progetto Antica Kroton non si è avuto modo di discutere, né tantomeno di conoscerne i contenuti, sia in sede di Commissione che oggi, la minoranza comunale, insieme al consigliere Fabrizio Meo hanno deciso di abbandonare i lavori, rifacendosi, così come specificato dal consigliere Antonio Manica, alla violazione dell’articolo n.26 del regolamento comunale.

Prima di ciò, i consiglieri Meo, Danilo Arcuri, Antonio Megna, Mario Megna, Andrea Devona ed Enrico Pedace, nel manifestare il loro pieno disappunto per la violazione di tutti i diritti e le prerogative dei consiglieri tutti, e non sentendosi rappresentati, hanno chiesto al presidente del Consiglio comunale di dimettersi, poiché non ritenuto all’altezza del ruolo.

Oggetto della contesa, la mozione presentata dal consigliere Fabrizio Meo, già approvata in sede di IV Commissione, ma poi, come era facilmente prevedibile, bocciata in Consiglio con 19 voti favorevoli e 14 contrari.

Come se i 61 milioni di euro, già destinati ad Antica Kroton, e che rappresentano di fatto un pezzo di futuro di questa nostra città, non esistessero…