Comunicato stampa in ordine alla decisione della maggioranza di non approvare l’istituzione della Commissione trasparenza, proposta dalla minoranza e posta all’ultimo punto dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 30 Aprile 2021.

 

Nella mattinata di venerdì 30 Aprile, nel corso del Consiglio Comunale, la maggioranza, per il tramite del Vicesindaco Giovanna Arrighi, ha relazionato dettagliatamente in ordine alla decisione di non approvare l’ultimo punto posto all’ordine del giorno riguardante l’istituzione in seno al Consiglio della Commissione Trasparenza., ai sensi e per gli effetti dell’art.44 del Testo Unico sugli Enti Locali (D.Lgs.n.267/2000, cd. T.U.E.L.).

Sono state esposte in maniera chiara alcune considerazioni a sostegno della decisione assunta.

Innanzitutto, a parere della maggioranza, il riferimento all’art. 44 del TUEL parrebbe de tutto capzioso atteso che il medesimo articolo si limita ad affidare allo Statuto il compito di attribuire la presidenza delle commissioni di garanzia e di controllo all’opposizione, nel momento in cui ne sia prevista l’istituzione. Per cui non si configurerebbe un obbligo di istituzione di una specifica commissione, oltre quelle già previste dallo Statuto e dal Regolamento, che, pertanto, viene rimessa all’autonomia decisionale del Consiglio.

Tutti i consiglieri comunali possono esercitare le proprie funzioni di controllo attraverso l’esame della documentazione a supporto dell’ordine del giorno delle sedute del consiglio, nei limiti temporali previsti dalla Legge, partecipano alle sedute delle commissioni permanenti appositamente costituite e alle quali spetta di acquisire ed esaminare la documentazione necessaria all’istruzione delle pratiche in preparazione delle sedute plenarie del Consiglio.

Una “Commissione trasparenza” non sembra aggiungere nulla e appare non utile nell’economia complessiva del funzionamento del Consiglio, in presenza di un assetto normativo e organizzativo che consente ai consiglieri comunali di esercitare le funzioni che gli sono assegnate dalla legge e dallo statuto, inclusa la possibilità di effettuare verifiche periodiche su tutta l’attività amministrativa  (nel rispetto dei principi di proporzionalità, adeguatezza, buon andamento, richiamati da diffusi pronunciamenti della giurisprudenza amministrativa).

Se la funzione della commissione proposta è quella di consentire la verifica periodica dell’attività amministrativa, si tratta di una possibilità già parte integrante delle prerogative riconosciute ai consiglieri comunali, i quali possono esercitare la propria attività ispettiva e di controllo attraverso la presentazione di interrogazioni e mozioni, così come previsto e disciplinato dall’art. 43 del T.U.E.L. e come disciplinato dallo Statuto e dal Regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale.

Lo stesso Statuto comunale prevede che i consiglieri comunali “hanno potere ispettivo sull’attività della Giunta e degli uffici e dei servizi dell’Ente, che esercitano in forma organica attraverso le commissioni consiliari e singolarmente mediante interrogazioni, interpellanze e mozioni”. Quindi, l’attività svolta attraverso le commissioni già istituite sin da subito, e per la prima volta, dall’amministrazione Sergio Bruno, sulle tre aree fondamentali dell’attività amministrativa, consente di svolgere una diffusa azione di controllo su tutti gli ambiti dell’azione amministrativa.

Pertanto la “Commissione trasparenza” sembrerebbe avere una funzione trasversale in tema di trasparenza che, tuttavia, ben può essere esercitata nell’ambito del presidio delle commissioni già istituite e, se necessario, attraverso gli strumenti di controllo ispettivo previsti dallo Statuto (interrogazioni, mozioni e interpellanze).

Non vi è assolutamente un problema di impedimento all’esercizio delle funzioni di consigliere comunale atteso che gli stessi hanno per legge e per Statuto il “diritto di ottenere, …, dagli uffici comunali, …, copia di atti, notizie ed informazioni utili ai fini dell’espletamento del mandato”.

La trasparenza è strutturalmente un dato inequivocabile e connaturato al ruolo dei consiglieri comunali che non necessita di ulteriori organi in seno al consiglio comunale che, nel contesto dei comuni di piccole dimensioni quali Strongoli rischia solo di creare strutture che si sovrappongono a quelle già previste e regolarmente costituite. Va, peraltro, sottolineato che anche il diritto di accesso dei consiglieri comunali è funzionale all’esercizio delle funzioni di indirizzo e controllo degli atti degli organi decisionali dell’ente locale, consentendogli così di valutare, con piena cognizione, la correttezza e l’efficacia dell’operato dell’Amministrazione e di promuovere le iniziative che spettano ai singoli rappresentanti del corpo elettorale locale (cfr. Consiglio di Stato, sentenza n. 4525 del 2014). Si configura, quindi, come peculiare espressione del principio democratico dell’autonomia locale e della rappresentanza esponenziale della collettività che è già tutelato e garantito dall’ordinamento giuridico e non necessita di ulteriori organi peraltro non obbligatori.

Per cui non sussiste un obbligo né una specifica necessità di istituire una nuova commissione, atteso che la trasparenza, la partecipazione e la tutela del diritto all’informazione, possono essere esercitati sia attraverso le prerogative proprie dei singoli consiglieri e sia attraverso l’esame delle deliberazioni affidato alle commissioni già costituite. Nessun arbitrio della maggioranza può essere intravisto, considerato che nessun atto compiuto e nessuna scelta adottata può essere considerata lesiva dell’esercizio dei compiti posti in capo ai consiglieri comunali.

Infine, come rilevato da un parere del Dipartimento per gli Affari interni e territoriali del Ministero dell’Interno le commissioni consiliari “non sono organi necessari dell’ente locale, cioè non sono componenti indispensabili della sua struttura organizzativa, bensì organi strumentali dei consigli ed, in quanto tali, costituiscono componenti interne dell’organo assembleare, prive di una competenza autonoma e distinta da quella ad esso attribuita”. Il richiamato parere peraltro si sofferma su una previsione specifica del regolamento di un ente che prevede l’istituzione anche della commissione trasparenza, previsione che non è rinvenibile nel vigente regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale del Comune di Strongoli.