Riceviamo e pubblichiamo

Spero che i cittadini non mi abbiano frainteso, quando in Consiglio comunale ho affermato che è arrivato il momento di dividere i buoni dai cattivi: buoni sono quelli che prendono coscienza della grave situazione in cui versa la città di Crotone, che si liberano dalle appartenenze politiche e mettono al primo posto il bene della città; i cattivi sono quelli che agiscono non verso il bene comune e/o per raggiungere degli obiettivi personali, ma operano, al contrario, negli interessi di pochi.

Ovviamente non voglio dire che i buoni sono la maggioranza di questa amministrazione e gli altri sono cattivi. Intendo dire che ogni consigliere comunale di qualsiasi colore politico e tutti i cittadini appartenenti a questa comunità debbano lavorare seriamente, affinché la città possa uscire dalla stagnazione perenne.

Una città che ha avuto tanti nemici, dai politici locali fino a quelle delle province storiche, Catanzaro e Cosenza, che raccolgono consensi a Crotone e operano verso i propri territori, mentre Crotone è depredata e sfruttata in terra e in mare senza che venga restituito nulla. La terra di Pitagora sembra presa d’assedio, circondata da uomini che pensano ai propri interessi e di quelle delle piccole lobbies che non si fanno mancare nulla. I problemi sono annosi, bisogna pensare di avviare azioni mirate in grado di contrastare un sistema vecchio e fallimentare, che elimini i carrozzoni politici con interventi seri e mirati, iniziando dalle principali tematiche: acqua e rifiuti.

Come si fa a non parlare del passato? Ma veramente crediamo che se soccombesse questa amministrazione, una nuova possa far rifiorire la città? Un’eventuale caduta riporterà gli stessi uomini che l’hanno devastata nei trascorsi anni. Vogliamo questo? … E a proposito di passato, la felice idea di affidare il servizio idrico a un Consorzio nato indebitato, dalle ceneri della vecchia SO.A. KRO, è veramente aberrante. Un’azienda nata già fallita apposta per assorbire il passivo e le malefatte della precedente. Oggi i risultati sono agli occhi tutti: rete idrica vecchia e fatiscente, tubi come colabrodo, senza che nessuno mai si preoccupi per il rifacimento e l’ammodernamento. D’altra porte le aziende sull’orlo del fallimento possono fare investimenti?

Non parliamo dei depuratori! E della questione rifiuti? E’ un argomento che non può chiudersi solo con delle semplici riflessione, lo status quo della città fa paura, è agli occhi di tutti, bisogna approfondirne in maniera.
Termino per il momento qui, ma desidero ricordare a tutti, che è legittimo criticare questa amministrazione, ma trovo deplorevole gli attacchi e gli insulti mediatici nei confronti, prima di tutto del sindaco. Sono sempre più convinto che per uscire da questo degrado è necessaria una rivoluzione culturale insieme, tra l’amministrazione e le associazioni, i cittadini tutti, con impegno e una seria presa di coscienza, aiuteranno la città a vedere la luce. Altrimenti è la fine!”.

Iginio Pingitore

Consigliere comunale

Stanchi dei Soliti