Riceviamo e pubblichiamo

Rossella Napolano (Segretaria Area Vasta Cgil)

La violenza contro le donne ha ormai raggiunto le dimensioni di una vera e propria emergenza sociale ed è un argomento che spesso arriva alla ribalta e se ne sente parlare ai telegiornali, in radio, sul web.

Per le donne tra i 15 e i 44 anni la violenza è la prima causa di morte e di invalidità: ancor più del cancro, della malaria, degli incidenti stradali e persino della guerra.

Femmicidio e femminicidio sono crimini di Stato tollerati dalle pubbliche istituzioni per incapacità di prevenire, proteggere e tutelare la vita delle donne, che vivono diverse forme di discriminazioni e di violenza durante la loro vita .

In Italia, sono stati fatti sforzi da parte del Governo, attraverso l’adozione di leggi e politiche, incluso il Piano di Azione Nazionale contro la violenza, che  non hanno però portato a una diminuzione di femminicidi o sono stati tradotti in un miglioramento della condizione di vita delle donne e delle bambine.

È necessario comprendere che il fenomeno rappresenta una vera emergenza sociale, che deve essere combattuta alla radice con uno sforzo unanime e con la responsabilità di tutti i soggetti sociali, istituzioni, famiglia e scuola in primis ribadendo che, come adulti, abbiamo il dovere, anzitutto educativo, di preparare le nuove generazioni. 

La violenza di genere in Italia viene considerata una violazione dei diritti umani ed è a tutti gli effetti una conseguenza delle forme di violenza meno conclamate e palesi che molte donne subiscono ogni giorno.  Le violenze o gli omicidi sono commessi dai familiari, mariti e padri, amici, vicini di casa, conoscenti stretti e colleghi di lavoro o di studio; il problema deve essereaffrontato e risolto  con uno sforzo unanime e con la responsabilità di tutti i soggetti sociali, istituzioni,  le agenzie educanti  come  la famiglia e  la scuola in primis dove favorire le condizioni per una nuova cultura.

 

 

 

 

Dunque dobbiamo interrogarci affondo su cosa sia la violenza, sui perché , sulle dinamiche e sulle molteplici forme che assume, dei linguaggi di cui si avvale e nelle crepe culturali o psicologiche in cui si infiltra.

L’era digitale ha fornito qualche strumento in più al veleno della violenza, concedendo nuovi spazi virtuali, anche rassicuranti per chi compie certi atti.

Da sempre la CGIL ha fatto le sue battaglie per contrastare i fenomeni di violenza e disuguaglianza e oggi più che mai è schierata in prima linea a difesa della libertà e il benessere delle donne.

Il 25 novembre è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne e la CGIL Area Vasta Cz, Kr e Vv promuove una campagna di contrasto e sensibilizzazione sul tema con un’attività culturale presentando il libro “ La violenza contro le donne” edito dall’Asino d’oro ,utile per analizzare e stimolare una riflessione profonda sul fenomeno dilagante della violenza sulle donne.