Riceviamo e pubblichiamo

 

Quale componente della commissione pari opportunità del Comune di Crotone, a margine delle dichiarazioni rilasciate a mezzo stampa dalla presidente della detta commissione Carmen Giancotti, espongo quanto segue: 

 

Mi sembra esagerata la reazione della presidente della commissione pari opportunità. Premesso che il Sindaco, nel suo intervento, durante l’ultimo Consiglio comunale – nella circostanza evidenziata dalla Consigliera Giancotti – non ha espresso alcun nome, mi preme ribadire, tuttavia, che qualora avesse fatto il mio di nome, di certo non mi sarei sentita offesa e neppure mi sarei sognata di uscire sulla stampa invitando le consigliere di parità a riflettere su quanto accaduto. Invero, nella realtà, non è accaduto nulla di così offensivo da meritare così tanta attenzione mediatica, soprattutto in ragione del fatto che la città ha così tanti problemi che sicuramente non è interessata a leggere di una consigliera comunale diplomata al Cepu o di un Sindaco che ivi insegnava. Inviterei, invece, tutte e tutti ad una diversa riflessione: gridare allo scandalo e considerare l’offesa un atto grave solo perché a subirla è una donna, non fa altro che sminuire ancora di più la dignità dell’essere donna che, almeno per quanto mi riguarda, si deve smettere di considerarla il cosiddetto “sesso debole”. 

 

La figura della donna, infatti, è usata da una certa cultura, come strumento ideologico per perseguire una “lotta di classe” contro l’uomo. Ritengo, perciò, che non sia il caso di fare il gioco di queste istanze culturali che usano la figura della donna per altri fini. Considero, invece, che sia da condannare l’offesa a ogni persona in quanto persona, indipendentemente se donna o uomo. Smettiamola di considerarci bisognose di tutele supplementari. Bisogna indignarsi per ogni fatto lesivo della dignità della persona e smetterla di gridare allo scandalo solo quando a subire è una donna.

Marisa Luana Cavallo

Consigliera comunale

Popolo e Identità