Leggetela perché ne vale la pena. Sicuramente vi commuovera, ma vi spingerà anche ad una inevitabile ed amara riflessione: Crotone muore, ed i nostri figli, “soli”, sfiduciati e molto preoccupati per un futuro che non c’è quasi più, sono costretti a partire.

La lettera, triste, realistica ed emblematica, scritta da papà Alfonso a suo figlio Pasquale, 20 anni, appena salito su un autobus con destinazione Ascoli Piceno per arruolarsi nell’esercito, è di quelle che non vorresti mai leggere, e che ti toccano il cuore.

Il pullman si allontana, una lacrima scende, la necessità di esternare sensazioni ed emozioni è forte. Molto difficili da tenere tutte dentro.

“Caro figlio mio, vai, non voltarti, e non avere ripensamenti.
Questa è una terra troppo amara e senza futuro, soprattutto quando sei il figlio del Sig. nessuno. ( Io)
Vai per la tua strada e pensa solo al tuo avvenire.
Ti chiedo “scusa” se, anch’io, ho contribuito alla disfatta della nostra amata città, che a sentir le persone è forse la più bella al mondo, ma, che purtroppo non riesce ad offrire un futuro ai nostri figli, quindi, già solo per questo motivo si imbruttisce, e non di poco.
Soprattutto, “ perdonami”, se non sono stato capace di andare con il “cappello in mano” dai potenti di turno, però, devi sapere che difronte alla mia dignità di uomo queste sono solo persone piccole e miserevoli.
Orgoglio mio, basta che tu faccia una semplice telefonata e noi saremo sempre al tuo fianco, quindi, non sentirti mai solo, perché noi saremo sempre con te, qualunque scelta tu farai…….…..
“Figlio mio, vai, non ti voltare, e non avere ripensamenti”.
TVB”.