Riceviamo e pubblichiamo

La tristissima vicenda che ha visto la morte di una donna, un’altra donna , Vincenza Ribecco per mano di un uomo, il suo ex marito Alfonso Diletto, consumatasi l’8 marzo a San Leonardo di Cutro nel crotonese ci lascia sbigottiti e pieni di amarezza, non solo per la perdita prematura di una persona, una donna, una madre, per quanto sia avvenuta il giorno di una ricorrenza importante e simbolica, quasi come a voler distruggere questo simbolo di libertà ed emancipazione.

Una storia come tante, una separazione da più di un anno in cui la donna si è decisa a non voler più tornare indietro e un ex marito che non vuol rinunciare al suo ruolo, quello atavico di possessore.

E ’proprio il possesso il cardine che ricorre nei delitti di genere, che siano mariti, fidanzati o amanti non si sfugge dall’idea che le donne siano qualcosa da possedere e da vincolare indissolubilmente.

C’è l’urgenza di fermare gli alti livelli di violenza domestica e le crescenti uccisioni di donne in quanto donne, da parte di uomini, che caratterizzano l’Italia.

La situazione è allarmante, In Italia la violenza domestica sta sfociando in un crescente numero di uccisioni di donne per violenza misogina, negli ultimi 10 anni il numero di omicidi da uomo su uomo è diminuito, mentre è aumentato il numero di donne uccise per mano di un uomo: oltre 100 ogni anno.

La società nel suo complesso e in particolare gli organi d’informazione dovrebbero essere sensibilizzati sulla violenza contro le donne, anche al fine di una rappresentazione non stereotipata delle donne e degli uomini nei media.

I centri di accoglienza per donne vittime di violenza andrebbero mantenuti e aumentati, assieme alla garanzia di un adeguato coordinamento tra la magistratura,  polizia e gli operatori sociosanitari che si occupano della violenza contro le donne.

Che siano rafforzate le reti di contrasto alla violenza tra istituzioni e privato sociale qualificato e che sia effettuata una corretta formazione degli operatori sanitari, sociali e del diritto perchè più donne possano sentirsi meno sole, possano superare la paura e divenire consapevoli , sconfiggere e sopravvivere alla violenza è possibile.

La Cgil Area Vasta è sempre stata al fianco delle donne vittime di violenze e oggi più che mai ne fa una battaglia su tutti i fronti soprattutto in un territorio complesso ed impoverito culturalmente che langue risposte dalle istituzioni e chiede una presenza dello Stato.

Rossella Napolano

Segretaria Cgil Area Vasta Cz, Kr, Vv.