Riceviamo e pubblichiamo

DITE AL SINDACO ED ALLA STAMPA, CHE CREA NON ERA UN PARTIGIANO E CHE A CROTONE LA RESISTENZA NON È ESISTITA“.

“Un po’ di chiarezza, Crea non era un deportato politico, partigiani e fascisti non c’entrano. Era un militare che quando l’Italia era passata sull’altro fronte, i tedeschi hanno arrestato ed internato (non deportato) come soldato nemico, pratica convenzionale militare. Crea ê morto a Crotone ben dopo la guerra. Il comune ha scelto la settimana infausta del 25 aprile per creare il falso mito di una Crotone partigiana che non è esistita. Ho parlato a lungo con avvocato e consigliere di opposizione Fabrizio Meo che ha seguito operazione, e mi pareva che l’indicazione era di una statua a Crea come patriota e dedicata a tutti i deportati di tutti i fronti e di tutte le guerre. Tanto che la famiglia Crea si era impegnata pure nella donazione degli arredi di Piazza Martiri delle Foibe.
Adesso è diventata suo malgrado una statua di parte grazie alla stupidità del Comune (non di Meo, persona sincera e leale).

La storia di Crotone non è fatta di partigianeria, a sinistra non hanno sparato un colpo, il vice podestá fascista all’indomani del 25 aprile è diventato sindaco comunista e i giovani crotonesi dal ’43 al ’45 hanno sostenuto il fascismo clandestino portando la città ad essere la punta del triangolo nero del sud, insieme a Catanzaro e Lamezia, sotto la guida del Principe Pignatelli.
Chi vuole approfondire questo aspetto può fare una ricerca sul processo agli 88 a Catanzaro”.

Davide Pirillo