Riceviamo e pubblichiamo

L’ENNESIMO BLUFF

Crotone, sabato 14 maggio , ore 9,30, nei pressi di un gazebo delle giostre. Sole, caldo, polvere.  Vociare concitato di folla fremente per entrare “gratis” a dare sfogo al divertimento innocente e sfrenato più atteso dell’anno dai Crotonesi, ormai da generazioni : la giostra della Festa della Madonna di Capocolonna. Mamme, papà, zie, nonne, nonni, bambini, ragazzi. Ed anche “ imbucati”, perché no?

Ore 10,00: la folla aumenta.

Dopo un quarto d’ora si trasforma in calca. Dopo altri 15 minuti diventa ressa!!!

 E volano urla, improperi, spintoni. I bambini assistono attoniti e scioccati al comportamento dei genitori che  giustamente reclamano di accedere alle giostre coi loro fogli, così come il Sindaco aveva promesso e comunicato da ben due giorni.

E invece no, “non si può entrare liberamente”, riferisce qualcuno dei giostrai: << gli adulti accompagnatori devono pagare>>. <<Molte sono chiuse, aprono stasera>>,  << Non si può salire su tutte le giostre. C’è un elenco delle giostre disponibili. Prendete>> e vengono distribuiti a casaccio foglietti con i nomi simpatici delle simpatiche giostre.  “E valle a trovare, adesso!!!”” La ressa diventa ancora più animata << … Ma il Sindaco  aveva detto …..>>;  <<Ma il Sindaco aveva promesso …>>

Insomma, è iniziata  nel caos totale la mattinata gratis  alle giostre di centinaia di bimbi e ragazzi e dei loro accompagnatori, perché, ancora per una volta, la macchina dell’organizzazione del Sindaco non ha funzionato.

Da quattro giorni, sulla pagina Facebook della Città di Crotone, la propaganda dell’amministrazione  Comunale sbandierava la promessa di divertimento con accesso gratuito per tutti i bambini, senza altro aggiungere, né prevedere.

L’amministrazione comunale  ha promesso ingresso gratuito per tutti i bimbi e gli adolescenti  trascurandone elementi basilari: 1) l’invito avrebbe determinato un afflusso incontrollato ed imprevedibile di gente che sarebbe convenuta in un unico luogo creando agglomerati ingestibili;  2) non ha preventivato che questo assembramento avrebbe pregiudicato la salute e la sicurezza dei MINORI, a tutela dei quali  non ha organizzato punti di raccolta in caso di ressa o di fuga necessaria ; 3) non ha organizzato la presenza di ambulanze di pronto soccorso, di forze dell’ordine in numero adeguato, né ha provveduto a darne preventiva NECESSARIA formale comunicazione  dell’ ubicazione.  

Tante le lamentele che abbiamo letto sui social, da parte di cittadini illustri e meno illustri: tutti hanno concordato sulla gravità della gestione di questa situazione che invece poteva essere una bella occasione di  festa per i nostri ragazzi e per le famiglie.

Perché il Sindaco non ha previsto la distribuzione degli inviti gratuiti alle giostre disponibili, mediante un’operazione di volantinaggio nelle scuole, ad esempio? Che ruolo ha avuto l’assessore alle politiche sociali in tutto ciò?

Dopo essersi recato a verificare di persona il caos , il Sindaco ha cercato di rimediare, invitando – tramite Facebook-  solo oggi,  la popolazione interessata a scaricare un pdf per l’ingresso di domani 15 maggio. Staremo a vedere. 

Non è così semplice come sembrava, vero,  caro signor Sindaco?

 Possibile che nessuno dei tanti Suoi consiglieri o anche dei tanti tecnici e giuristi che La affiancano non Le avesse suggerito quanti rischi si celassero dietro quel Suo –pur generoso- intempestivo quanto inopportuno invito?

Riteniamo che la confusione ingenerata dal Sindaco e dai suoi sodali al Comune sia una cosa veramente indegna di chi deve amministrare. Incapacità allo stato puro. Qualcuno dirà : << Vabbè ci sono cose più importanti… >> No, è proprio nelle inezie che si vede l’incapacità assoluta di gestire le situazioni , di prevederle, di prevenirle.

Chissà cosa ne pensano il Signor Questore, il Signor Prefetto?

Dopo questa ennesima, imbarazzante brutta figura,  il Sindaco dovrebbe dimettersi, insieme a tutta la compagine  che gli ruota attorno .

Absit iniuria verbis : questo articolo è unicamente nell’interesse dei cittadini crotonesi.

POPOLO E IDENTITÀ