Riceviamo e pubblichiamo

Che la città di Crotone faccia parte o meno della rete Sai di accoglienza ai richiedenti protezione internazionale non è questione che determina o meno il suo naturale essere porto di approdo di tanti migranti.

È sorprendente leggere alcune esternazioni della consigliera Cavallo e del suo padre politico Cerrelli. Sorprendente che ci sia ancora qualcuno che preferisca fare l’elenco dei problemi e promuoverne la gerarchizzazione e non invece proporre soluzioni che non si limitino al benaltrismo.

Sorprendente che il credo politico sia ancora quello della guerra tra poveri e che valga più occupare uno spazio mediatico che la coerenza di pensiero. In particolare mi sorprende la consigliera Cavallo che, invece, in più occasioni, nelle commissioni e non, mi è parsa piuttosto sensibile al tema dei migranti e dei richiedenti protezione internazionale, compresa la questione dell’emergenza ucraina.

E, conoscendola, dubito lei faccia differenza tra migranti bianchi e migranti di colore, tra le diverse storie di fuga dalla guerra e dalla povertà.

Quello che è senz’altro vero è che le migrazioni esistono da quando esiste l’uomo e i cambiamenti climatici in atto non faranno che aumentarle; la protezione e l’accoglienza sono valori fondanti dell’Europa e un dovere internazionale che non ha nulla a che vedere con le cause che costringono milioni di persone a fuggire dalle proprie case. Continuare a far parte della rete Sai Siproimi non è solo una scelta politica di umanità ma anche la sola opportunità della nostra città di contribuire all’inclusione sociale di persone che in ogni caso approderebbero sulle nostre coste per naturale posizionamento geografico.

E l’accoglienza e l’inclusione sociale dei richiedenti protezione internazionale è finanziata dal Ministero dell’interno con fondi specifici solo su domanda dell’ente locale. Non partecipare all’avviso ministeriale significherebbe avere comunque il problema senza tuttavia la possibilità di dare risposte adeguate.

Quanto al solito modo di mettere in contrasto questioni che hanno identica importanza, l’invito a Cavallo e Cerrelli è di stare più attenti alla mole di lavoro e progetti delle politiche sociali e del Comune e dell’ambito territoriale e soprattutto evitare la strumentalizzazione di questioni che invece meritano cura e attenzione.

E giusto per rinfrescare loro la memoria li riassumo per grandi linee: circa 2 milioni di euro per equipe multidisciplinare, 100 mila euro per povertà educativa e sostegno alla genitorialità, 80 mila euro per arredi nuovi asili, 74 mila euro in derrate alimentari, 600 mila euro in buoni spesa già erogati nell’ultimo anno e 200 mila euro che saranno erogati nei prossimi giorni, 500 mila euro preventivati per la riduzione della Tari, 3 milioni e mezzo su disabilità, dimissioni protette e housing sociale su pnrr e 167 mila euro per un progetto di pronto intervento sulla povertà estrema senza contare altri finanziamenti su autismo e Alzheimer. Elenco sicuramente non completo ma che da una dimensione di quanto stiamo facendo sul territorio in tema di politiche sociali.

Filly Pollinzi

Assessore alle Politiche Sociali