Questo è il punto n. 10 all’ordine del giorno del Consiglio Comunale di ieri, poi slittato come ultimo che, per pareri e prese di posizione evidentemente discordanti in merito, hanno causato la mancanza del numero legale ed il conseguente rinvio alle ore 15.30 di oggi, sabato 6 agosto: Modifiche e integrazioni al Regolamento per lo svolgimento e la videoregistrazione delle sedute degli organi in modalità telematica e in presenza.

Ebbene, senza inutilmente soffermarci su questo o quel nome, al momento della chiama per discutere ed eventualmente approvare il suddetto punto, presidente del Consiglio e segretario generale hanno dovuto prendere atto della mancanza del numero legale. La minoranza aveva chiesto il ritiro del punto, per poter poi riportare il regolamento in Commissione ed affrontare la questione in un prossimo Consiglio Comunale. Ma la maggioranza si è opposta. La minoranza (se pur esigua), ha cosi abbandonato l’aula consiliare. Comprese, per solidarietà, anche due consigliere di maggioranza. A testimonianza del fatto che, molto probabilmente, la comoda idea di poter regolarmente partecipare a Commissioni consiliari o Consigli Comunali in ufficio o da casa, non dispiace affatto. Tutt’altro.

Forse però, e sottolineiamo forse, si sta confondendo un po’ superficialmente il lavoro in Smart working, o la Dad, con riunioni in remoto. Stiamo parlando di situazioni completamente diverse ed opposte, e spesso, giustamente, caratterizzate e condizionate da una pandemia. Un caso delicato ed estremo, che non può e non deve trasformarsi in regola. Troppo facile, e troppo comodo.

Anche irrispettoso, se vogliamo, nei confronti di chi, pandemia o non pandemia, da casa deve uscire per forza. E non per andare in farmacia o a fare la spesa, bensì invece a lavorare: per strada, nei cantieri, in uffici pubblici, nei supermercati, nelle corsie di un ospedale o in un’ambulanza. Ecco, chi fa politica, o che è convinto di farla ma forse non ancora cosa essa realmente sia, non dovrebbe mai dimenticare che chi ricopre un ruolo istituzionale, le prime risposte, le deve soprattutto alla comunità ed ai cittadini.

La politica è personalita, impegno, abnegazione, proposta, spirito di abnegazione, e presenza. La gente ti deve poter vedere, ascoltare, e poi giudicare il tuo operato. E non saperti a casa, a farti i “comodi” tuoi, (magari in pigiama), mentre si discute su problematiche serie che riguardano la città. Scusateci, ma noi la pensiamo così. E condividiamo in pieno il pensiero esternato ieri, durante il suo intervento, dal consigliere comunale Iginio Pingitore.

Tutto da rifare dunque. Forse, e molto probabilmente oggi, allorquando basterà la presenza di soli 11 consiglieri comunali per approvare o meno il suddetto punto.