CRISI IDRICA E SICCITÀ: FORSE UN GIORNO, CHISSÀ, NORMATIVE DI LEGGE PERMETTENDO, AVREMO BISOGNO ASSOLUTO DELL’ACQUA DEL NOSTRO MARE. ED IL MARE C’È, E NESSUNO CE LO PUÒ TOGLIERE. CIÒ CHE INFATTI OGGI CI SEMBRA QUASI UTOPIA, DOMANI POTREBBE NON ESSERLO PIÙ.

La dissalazione rappresenta di fatto una risposta reale e attuabile in tempi brevi all’emergenza idrica, ma sembra tuttavia essere penalizzata da un quadro normativo e socio-politico sfavorevole.

Il Governo è al lavoro per rispondere all’emergenza idrica che sta colpendo l’Italia, puntando prevalentemente su misure di water saving ed efficientamento delle infrastrutture idriche. Con il processo di desalinizzazione è possibile rendere potabile l’acqua di mare, ma nella recente Legge “Salvamare” questa soluzione non solo non viene promossa, ma sembra essere penalizzata da un aggravio dell’iter autorizzativo. 

L’intensificarsi degli effetti dei cambiamenti climatici potrebbe infatti causare una significativa riduzione della disponibilità di risorse idriche, fino al 40% a livello nazionale, ed addirittura fino al 90% per il Sud Italia nel lungo termine.

L’ASPETTO TECNICO

OSMOSI INVERSA-DISSALAZIONE DELL’ACQUA DI MARE, CHE COS’È:

La dissalazione dell’acqua di mare ad osmosi inversa, si basa su un impianto ad alta efficienza energetica che prende l’acqua dal mare e la fa passare attraverso dei filtri che la rendono poi potabile.

Il nuovo impianto dissalatore di Solaris Aquae per acqua marina è dotato di pompe innovative ad alta pressione con integrato un sistema idromeccanico di recupero di energia. L’unità di dissalazione è composta da un sistema di pompe, filtri, membrane e piping ad elevata capacità filtrante in grado di poter trasformare, grazie al principio dell’osmosi inversa, l’acqua marina in acqua potabile.

La soluzione tecnica proposta si basa su un’innovativa pompa con recupero energetico integrato che in un insieme compatto unisce sia la pompa ad alta pressione necessaria per la dissalazione dell’acqua marina ad osmosi Inversa, sia il sistema di recupero energetico. Il nostro sistema di dissalazione, essendo modulare, può essere facilmente ampliato con l’inserzione in parallelo di altri dispositivi della stessa famiglia in modo da garantire in futuro ulteriori possibilità di espansione.

Il dissalatore marino per la dissalazione dell’acqua di mare, è anche antibatterico: esso, infatti, restituisce all’utente acqua dolce e batteriologicamente pura.

L’osmosi inversa è un metodo di purificazione dell’acqua di mare o comune, che sfrutta una membrana semipermeabile attraverso cui è possibile effettuare una sorta di filtrazione dell’acqua. Nel processo di osmosi, però, diversamente dalla filtrazione, viene generata una certa pressione per poter superare quella osmotica, e questo passaggio permette alla fine di ottenere acqua purificata.

Il processo dell’osmosi inversa riesce a rimuovere tutte le molecole e gli ioni presenti nell’acqua comune e per questo viene utilizzata in ambito industriale e nella produzione di acqua potabile. In pratica, attraverso una membrana semipermeabile passa solo il solvente puro, mentre il soluto si raccoglie sulla stessa membrana. È proprio tale membrana quindi a selezionare le molecole e gli ioni che possono passare o meno, non permettendo tale passaggio a tutte quelle molecole più grandi, mentre i solventi più piccoli possono attraversarla senza problemi. 

Per prevenire la contaminazione microbiologica, nei sistemi di trattamento acque ad osmosi inversa vengono incluse altre fasi di purificazione, in quanto alcuni batteri riescono a passare attraverso le membrane o piccole perdite che possono essere presenti. In Europa, però, il trattamento delle acque minerali con osmosi inversa non è permesso dalla legge.

L’acqua piovana può essere facilmente depurata tramite i processori a osmosi inversa e può essere riusata per l’irrigazione e il raffreddamento industriale, o servire anche come riserva d’acqua nel caso di carenze improvvise.

Nel settore industriale, l’osmosi serve a eliminare i minerali dall’acqua delle caldaie delle centrali elettriche, che deve risultare più pura possibile per non lasciare depositi o corrodere le macchine. Infatti, l’eventuale presenza di depositi dentro o fuori i tubi della caldaia può comportare una minor qualità dell’azione della caldaia stessa con la conseguente produzione di vapori poveri.