Riceviamo e pubblichiamo

Ancora una volta ci troviamo di fronte ad un atto aberrante, violento che, apparentemente, sembra non avere una ragione. Di fronte a questi eventi viene sempre la tentazione di un approccio giustizialista che vuole ricercare il colpevole, farlo condannare in modo da “avere giustizia”. Questa sequenza fa sì che ci si possa sentire cittadini giusti che hanno tutelato non solo la persona offesa ma la sicurezza della città: “uno in meno in giro”.
Sia chiaro quello che è successo è intollerabile e inaccettabile e per questo esprimiamo innanzitutto vicinanza alla madre di Davide, e al dolore che prova in questo momento, e auspichiamo che le indagini prima e il processo dopo possano chiarire le dinamiche sull’accaduto e dare una giusta condanna per l’autore di questo atto e per chi ha coperto tale violenza.
Detto questo pensiamo che sia anche il caso di cominciare a fare letture complesse sul decadimento sociale, urbanistico, economico non solo della nostra città ma di tutto il territorio. Certo possiamo anche cercare la via breve ed evitare di farlo ma questo non ci porterebbe da nessuna parte.

Dobbiamo ragionare e costruire, confrontarci e progettare, sviluppare visioni. Certo è vero che abbiamo una classe dirigente che si mostra sempre più inadeguata e impreparata a costruire percorsi che possano rilanciare il nostro territorio ma abbiamo anche un terzo settore che stenta a stimolare dibattiti e costruire visioni collettive. Aggiungiamo che, da un paio di decenni, il modo di parlare è diventato violento dove il “confronto” non è atto a creare percorsi condivisi e percorribili ma è finalizzato alla semplificazione del problema, alla sconfessione, allo svilimento, dell’interlocutore e al cercare di stabilire chi è il più forte tra i contendenti. Parole e interazioni violente portano, con il tempo, ad approcci violenti e la cronaca locale e nazionale ne sono un esempio lampante.

La città soffre ed è morente perché si svuota inesorabilmente; è buia e vuota; è sporca e non curata; i quartieri sono abbandonati. Quando è così prendono piede le situazioni peggiori e perverse e per dare una svolta su tutto ciò c’è bisogno di un impegno collettivo che possa marcare la strada verso una nuova città con programmazioni e progettazioni condivise che possano non solo farla tornare a “respirare” ma anche ad attrarre le persone che sono e stanno andando via. Una azione che possa tornare a dare una SPERANZA perché è questa che ci manca più di tutte.
È il momento di ri-comincare a discutere insieme e di questo ci faremo promotori.

Agorà Kroton – Cooperativa
A. Maslow –Associazione
Access Point – Cooperativa
Baobab – Cooperativa
Dodò Gabriele- Associazione
Il Barrio – Associazione
JAPYX – Associazione
Kroton Community – Cooperativa
LegaCoop Sociale Provinciale Crotone
Libera – Crotone
Noi mamme con Bebè – Associazione
Officina Kids – Associazione
Prociv Arci Isola Capo Rizzuto – Associazione
SottoSopra Crotone per Save the Children – Movimento Giovani
Spalatori di Nuvole Associazione
Studio S.P.E.R. – Cooperativa
Volontari di Strada – Associazione