Riceviamo e pubblichiamo

 

 

Abbiamo scritto, chiedendo urgenti interventi in merito all’A.D.I., oltre otto mesi fa e ultimamente in data 17 agosto, sia al Direttore del Distretto Unico Aziendale Dott. Pietro Brisinda, sia al Commissario Straordinario Dott. Domenico Sperlì, affinchè una nuova organizzazione della rete sanitaria territoriale potesse, almeno, intravedersi per dare un nitido segnale di avvicinamento al cittadino sia delle cure primarie sia dei servizi socio assistenziali registriamo, invece, un aggravamento delle, già, gravi carenze in cui versava lo stesso con il precedente management, nonostante l’abnegazione dei lavoratori che nulla o poco hanno potuto fare per colmare la colpevole miopia di chi l’ha governata fino ad oggi. Gli atavici problemi (carenza di mezzi, insufficiente personale, assenza di modello organizzativi, servizio di terapia del dolore e delle cure palliative inesistenti – ormai da anni -) vanno affrontatati e risolti seriamente, non con un privato accreditato sostitutivo, semmai, con un privato integrativo.  L’elemento più grave e nuovo è rappresentato dal modus operandi posto in essere nel servizio ADI di Crotone, con comportamenti ai limiti della legalità di cui sono a conoscenza i dirigenti del settore che ritengono di non intervenire. Inosservanze che risalgono, non solo, al passato remoto e al passato recente, ma vengono perpetrate anche nell’attualità giornaliera e sembra che l’adozione di questi comportamenti rappresentino titoli di merito per incarichi di responsabilità. Non è l’unica illegittimità presente in quest’azienda, tante altre glie ne abbiamo segnalate, ad esempio l’inagibilità del poliambulatorio di Corso Messina certificato dai VV.FF. da più di 2 anni senza che nulla sia stato fatto fino ad oggi.

Ormai è acclarato, anche i dirigenti sanitari cui questa missiva fa riferimento fanno parte attiva di questo management che tanti danni ha fatto a questo servizio sanitario provinciale,. A onor del vero noi della UIL-FPL ce ne siamo accorti sin dal primo incontro che abbiamo avuto sia con il Commissario Domenico Sperlì sia con il Dr. Pietro Brisinda, difatti, la nostra azione sindacale che è stata è sarà, sempre, contro le clientele e le prebende, non è ben gradita a questi dirigenti, tant’è che rifiutano d’incontrarci. Ci rivolgiamo sia al Presidente della giunta regionale On.le Roberto Occhiuto e al Direttore Dipartimento Regionale della salute  affinché intervengano sulla questione interrompendo questo atteggiamento omissivo adottato dall’azienda sanitaria provinciale teso a “coprire” le continue e tante malefatte.

 

IL SEGRETARIO GENERALE

f.to Gaetano Papaleo