Riceviamo e pubblichiamo

Di solito sono restio a manifestare sentimenti che appartengono alla sfera personale. Il ruolo di Consigliere comunale, però, mi impone di esternare la condanna al gesto, per come raccontato, che ha visto coinvolti il collega Fabrizio Meo ed i due dipendenti comunali.
Dispiace tutto quello che è successo perché in un territorio martoriato come il nostro, è difficile comprendere le ragioni della violenza che condanno a priori e senza riserve. La mia non è la solidarietà cantata per essere letta. È la vicinanza all’amico Fabrizio ed ai due dipendenti che conosco da sempre. La rendo pubblica perché conosco tutti i protagonisti del triste episodio, compreso Adolfo. E mi dispiace ancora di più sapere che quanto successo è frutto di quella esasperazione violenta che da tempo condanno e che invece, sempre più spesso, trova spazio nella bocca degli stolti e di quanti hanno continuato e continuano a infangare ed esasperare un clima che appare ancora da campagna elettorale. Ed allora, è opportuno trarre insegnamento da quanto capitato e provare ad abbassare i toni ,saccenti ed arroganti, di chi accende micce e contribuisce ad alimentare un clima di odio che oggi è sfociato nell’episodio che deploriamo.
Il clima che vive la città ha radici profonde e tutti dovremmo essere responsabili, anche delle azioni che chi ci sta vicino compie.
La gravità del gesto è data dal fatto che ognuno è autorizzato ad occupare gli spazi che sono Istituzionali.
Ecco, la responsabilità sta in questo…ripristinare le regole della politica.

Crotone 21 settembre 2022

Enrico Pedace
Capogruppo ConSenso