La verità nuda e cruda purtroppo è una ed inequivocabile: eccezion fatta per il solito Stumpo (ormai adottato da Roma e dal PD) infatti, Crotone ed il suo territorio non avranno nessun rappresentante in Parlamento. Questo hanno detto e sentenziato, l’ansioso e rabbioso voto espresso dai crotonesi, ma anche e soprattutto un astensionismo “stile referendum” senza eguali. Vedi precedenti appuntamenti elettorali. In linea con la tendenza nazionale si, ma ancor più sentito ed acuito.

Tutti fattori che, nonostante ciascuna delle forze politiche rivendichi in qualche modo il proprio risultato, hanno poi determinato di fatto la definitiva cancellazione di Crotone dalla cartina geografica politica nazionale. Ed è inutile girarci troppo intorno: se non abbiamo rappresentanti cittadini sia alla Regione che al Parlamento, una motivazione plausibile deve pur esserci.

La evidente disaffezione e la sfiducia che ruotano attorno al mondo della politica hanno ovviamente fatto la loro parte, ma è anche innegabile che mentre la “vocazione” astensionistica è cresciuta in maniera esponenziale, allo stesso tempo è diminuita quella politica. Come se in seno alla Chiesa non ci fossero più preti “chiamati”, tanto per intenderci. Non esistono quasi più uomini e leader capaci di coinvolgere, trascinare, fare la differenza, lavorare e soprattutto spendersi per il proprio territorio. E non per quello degli altri.

Si preferisce “abbattere” a tutti i costi il temuto avversario politico, magari favorendo il candidato “straniero”, piuttosto che sostenerlo, favorirlo in qualche modo, per il bene della collettività. Si è ormai smarrito il senso di appartenenza, lo spirito di collaborazione, unità e sinergia che, da che mondo e mondo hanno sempre fatto la differenza. Ma Crotone purtroppo, indietreggia e regredisce in modo preoccupante, e la politica, questo personalistico e limitato modo di fare politica, non aiuta affatto. Tutt’altro. Poco, molto poco è cambiato dalle ultime amministrative… Le urne non mentono mai.