Prima c’è stata la pausa agostana, (ferie comprese), poi la campagna elettorale, a seguire e per concludere il voto del 25 settembre scorso. E così siamo arrivati ad ottobre, e dunque fra qualche giorno, proprio in concomitanza con quello convocato per martedì prossimo, dopo ben due mesi si svolgerà finalmente un Consiglio Comunale. Un po’ troppo tempo per una città attanagliata e stritolata da mille problematiche. Tutte molto importanti, urgenti, che investono tutti i settori, e tutte che aspettano di essere affrontate e possibilmente risolte. L’elenco è lungo e variegato, e purtroppo lo conosciamo bene tutti, da tanto tempo ormai. Si perché gira e rigira, in questa nostra città cambiano gli attori politici, ma il film è sempre lo stesso.

Vero è che ognuno ha gli amministratori che si merita, e che soprattutto ha votato, (troppo facile fare i sentenzialisti posticipati), ma è altrettanto vero che chi governa ha l’obbligo civile e morale di spendersi quotidianamente per la città e per i cittadini, cercando per quanto possibile, di costruire ed instaurare un clima di benessere strutturale, economico e sociale. Niente di tutto ciò sinora, niente di così evidente e trascendentale. Si spera in un recupero repentino e prodigioso di questa amministrazione comunale. Si attende e si spera sempre in qualcosa o qualcuno da queste parti.

È uno stile di vita ormai, e il voto di domenica scorsa lo ha palesemente confermato. Tanto che quando qualcosina si muove, quasi con gli occhi bendati dall’emozione, scambiamo l’ordinario per straordinario. Ma non è così che funziona, non è cosi che deve andare.

Eppure va. Va, e si procede parzialmente, zoppicando, come se nulla fosse. Si vive alla giornata. I radicali cambia-menti annunciati e proclamati, sono soltanto un utopico miraggio. E intanto, tornando al Consiglio Comunale convocato dopo 2 mesi, che cosa fanno? Inseriscono 34 punti all’ordine del giorno, la maggior parte dei quali riferiti a debiti fuori bilancio. Evitabile ed inevitabile. Proprio come se a Crotone andasse tutto bene. Nessun problema nella nostra città, va tutto a meraviglia, funziona tutto, e stanno tutti bene. Precisiamo, il nostro non è un mediatico attacco alla diligenza, ma semplicemente opportune esternazioni che hanno un solo scopo, quello di far riflettere. Noi, chi legge, e soprattutto chi ci amministra.

Sono esentati da questa riflessione/analisi, tutti gli aspiranti leader politici, che si sentono tali ma non lo sono affatto. E soprattutto non servono alla causa perché fuori da tutti i giochi.