Tutta la grande paura, la tensione e la rabbia, esternati pubblicamente da Carmela, nel post pubblicato sul suo profilo Facebook, attraverso il quale racconta i quattro giorni da incubo, vissuti con il terrore di perdere suo figlio Lorenzo, appena 1 anno, che nella mattina di domenica scorsa aveva inghiottito parte di una pastiglia per lavastoviglie. Le interminabili ed incerte ore trascorse nel reparto di Pediatria dell’Ospedale di Crotone, nonostante una sospetta assunzione di caustico, sino al necessario trasporto del piccolo Lorenzo, nella serata di domenica, presso il Pugliese Ciaccio di Catanzaro.

IL POST DI CARMELA FRAGALE

“Benvenuti a Crotone, il Paese dei balocchi dove manca l’essenziale, dove chi ha un posto di lavoro nella sanità lavora giusto perché a fine mese deve ricevere lo stipendio,
Dove non si ha pietà coscienza o interesse nemmeno davanti la vita di un bambino.
Dove le capre hanno potere sulla “tua vita “e quella dei tuoi figli.
Dove la conoscenza non viene usata e dilaga la presunzione.
I miei complimenti al reparto di pediatria di Crotone, dove tutti si sono impegnati a sottovalutare le parole di una madre e la realtà dei fatti.
Dove con superficialità monitoravano un bambino di un anno dopo aver ingerito parte di una pastiglia della lavastoviglie senza fare prelievi eco, raggi o altro.
Complimenti vivissimi, ma non solo per il modo in cui buttate tutti gli anni dedicati allo studio, ma soprattutto per la superficialità e l’arroganza che avete, il problema non è solo che non ci sono mezzi, il problema è che non avete abbastanza umiltà e cervello.
Siete presuntuosi arroganti, e care infermiere, il posto di lavoro non si difende aggredendo chi vi dice la verità in faccia ma LAVORANDO, e forse in molti avete dimenticato che lavorate per curare i degenti. Se non ne siete capaci lasciate spazio a chi veramente ama sto lavoro.
Arrivati a Catanzaro d’urgenza la notte, erano tutti increduli di come “medici” abbiano aspettato tutto quelle ore per trasportarlo in un ospedale dove potevano intervenire, pur essendo a conoscenza già dalla mattina che la parte mancante della pastiglia era la parte più pericolosa.
E come credevate di tenerlo sotto controllo senza avere prelievi, dati o altro??? Ci avete strappati l’anima, mi avete fatta sentire una pazza, ho ripetuto per ore che mio figlio non stava bene, ho chiesto di continuo un prelievo o un accertemento, mi è stato risposto l’ultima volta che non c’erano prelievi da fare perché non servivano.
Non siete degni di lavorare in una struttura dove serve per prima cosa UMANITÀ.
Ringrazio i medici dell’ Ospedale Pugliese di Catanzaro e il reparto di pediatria, che sono intervenuti come siamo arrivati, con grande professionalità, umanità e serietà.
Lì dove il sapere viene messo a disposizione del paziente.
Voi qui nemmeno i cessi potete lavare, anche per quello ci vuole dignità”.

Il referto rilasciato dai sanitari dell’Ospedale Pugliese Ciaccio di Catanzaro