RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Il porto, unica infrastruttura per rilanciare Crotone e la fascia jonica calabrese.

Già nel passato, alla presentazione del Masterplan del porto di Crotone, avevamo manifestato tutte le nostre perplessità rispetto allo strumento utilizzato perché più che di un masterplan ritenevamo, e riteniamo, che il porto di Crotone avesse, e ha bisogno di un Nuovo Piano Regolatore Generale , sul quale l’autorità portuale era, ed è in forte e colpevole ritardo.
Complici tutte le amministrazioni comunali succedetesi nel tempo.
Sotto quest’aspetto per affrontare e rilanciare le sfide dei prossimi anni, che non possono che partire dal porto, l’unica infrastruttura degna di nota, la città di Crotone ha necessità di scelte coraggiose e ambiziose. Una delle prime è quella di fuoriuscire dall’ Autorità Portuale di Gioia Tauro, con tempi e modalità da stabilire, per aderire, assieme a Corigliano/Rossano, all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Jonio con sede a Taranto.
Fuoriuscita dall’Autorità Portuale di Gioia Tauro che si rende necessaria ed urgente atteso che, venuto meno il vecchio e obsoleto apparato industriale, sul quale il porto si era consolidato e rafforzato, lo stesso non ha trovato una via d’uscita da uno stato di crisi e di stallo che ormai perdura da oltre trent’anni.
Complici anche alcune scelte opinabili, come la gestione da parte della Capitaneria di Porto, ente di controllo con altri mansioni e funzioni rispetto all’attività portuale e, poi, il coinvolgimento dell’autorità Portuale di Gioia Tauro che, com’era prevedibile, ritiene il porto di Crotone periferico, e non strategico rispetto agli interessi complessivi del porto di Gioia Tauro. Adesione all’Autorità di Sistema Portuale del Mare Jonio che, a nostro parere, è strategica rispetto alle nostre aspettative e alle aspettative della città di Corigliano/Rossano, Comune con il quale si potrebbe già pensare ad un consorzio di rete con tutti i Comuni dell’Alto e Medio Jonio cosentino e crotonese, in merito a pacchetti turistici incentrati sull’enogastronomia e sulle produzione agricole di eccellenza.

In questa visione nuova e ambiziosa, in linea con la tradizione e la storia dell’intero territorio magnogreco, tutta da ri-costruire e condividere , dapprima con la comunità crotonese e poi con il resto dei territori interessati, s’inserisce la nostra visione di un piano regolatore generale della struttura e del sistema portuale di Crotone. Piano Regolatore Generale non più rinviabile e da costruire tenendo presente la particolarità del nostro porto.
Un porto inserito all’interno della realtà urbana, e che per questo ha bisogno di aprirsi alla città e al suo territorio. Prevedendo anche due diverse strategie per i due porti: un Piano Regolatore Generale del Porto vecchio, e un Piano Regolatore Generale del Porto nuovo.
Quindi un Piano regolatore generale efficace ed efficiente che deve incentrarsi sulle cosiddette tre “I”,  interconnessione, intermodalità ed integrazione.
Un Piano Regolatore Generale della struttura e del sistema portuale della città di Crotone, che deve puntare alla creazione di un economia e di un Sistema Mare, nel nostro caso quello Jonico, gestito al meglio delle proprie capacità presenti e future, e che deve essere il frutto di un modello di gestione , una cosiddetta catena del valore, che si manifesta dapprima nel porto, nel territorio urbano e nella costituita area urbana vasta, poi nel territorio provinciale e regionale ed infine nelle relazioni della Calabria con la Riva sud d’Europa e il Mediterraneo.
Un Piano Regolatore Generale che non può e non deve dimenticare il progetto della riqualificazione dell’ex Area Sensi , così come previsto, seppur sulla carta , nel Contratto Istituzionale di Sviluppo che aveva già avuto il beneplacito da parte di Invitalia, l’agenzia nazionale dello sviluppo del Ministero dell’Economia e delle Finanze , oggi ripreso, dal dirigente di Antica Kroton , e che servirebbe da raccordo ideale tra il porto vecchio e il porto nuovo , il porto nuovo e i quartieri Marinella, Acquabona e Fondo Gesù, il porto vecchio e il centro storico.

Progetto, sul quale, inspiegabilmente e incomprensibilmente, sembra essere caduta una montagna di parole incomprensibili e senza senso, e sul quale, nei prossimi giorni, chiederemo notizie dettagliate all’amministrazione comunale in carica e all’autorità portuale di Gioia Tauro, che da tempo si limitano a comunicati stampa ripetuti e ripetitivi che non apportano nulla di nuovo se non la ripetizione pedissequa di opere in programmazione.

P.S. A proposito di dragaggio del porto, ormai non più rinviabile, soprattutto se l’idea continua ad essere quella di accogliere le navi di crociera, invitiamo il sindaco della città e presidente dell’autorità portuale a non continuare a ritenere il dragaggio del porto un operazione ai limiti del temerario e dell’impossibile.
I dragaggi dei porti sono attività che, normalmente e regolarmente si fanno in tutto il mondo e in tutte le condizioni. Esiste a questo riguardo, un quadro normativo sui dragaggi portuali dettagliato e puntuale e che non si presta a nessuna interpretazione immaginosa e che, se solo lo si volesse , permetterebbe, in men che si dica, il dragaggio del porto di Crotone con tutte le accortezze richieste e richiedibili , anche quelle più strane e stravaganti.
Un’ultima annotazione. Sarebbe ora che il rilancio del porto e la bonifica dell’area SIN venissero considerate un argomento unico poiché, e lo ripetiamo per l’ennesima volta, non esiste al mondo nessun porto importante che non abbia una grande ed estesa area retroportuale. E il porto di Crotone non può sfuggire a questo elementare ma fondamentale principio.

Giuseppe Fiorino e Fabio Manica

Consiglieri Comunali