Prima la puntuale e secca risposta politica ai suoi avversari (minoranza comunale), poi come annunciato, la spiegazione tecnica dettagliata, in merito a quella che il sindaco definisce solo “una grande messa in sicurezza permanente”, alla quale seguirà la vera e propria bonifica dei veleni ancora giacenti nei vari siti cittadini inquinati.

“Come amministrazione abbiamo ereditato questo progetto, che altri hanno approvato, pur avendo la possibilità di non farlo. Potevano farlo grazie alle dichiarazioni, messe a verbale nella conferenza dei servizi del 22 maggio 2018, dell’Ispra che sosteneva che gli enti non concordavano sulla soluzione proposta dall’azienda Eni di intervenire solamente sulla falda. Non si è però concretizzata nessuna opposizione ed oggi dobbiamo confrontarci con questa realtà alla quale stiamo, con tutte le nostre forze, cercando di apportare modifiche migliorative”.

Netta contrarietà è stata espressa per la possibile realizzazione della discarica di Giammiglione così come il sindaco è stato perentorio nell’affermare che la volontà dell’Ente, e della città, è che Eni tolga i veri veleni che sono presenti sulle aree dell’ex sito industriale.

“Se fossi stato ascoltato allora probabilmente oggi saremmo di fronte ad un altro tipo di bonifica” ha aggiunto il primo cittadino.

La città non merita di avere attraverso questa messa in sicurezza e non bonifica, una landa desolata.

Siamo impegnati in una battaglia affinché non solo si migliori il POB fase 2 ma soprattutto affinché il sito sia utilizzato per la realizzazione di qualche importante infrastruttura che possa portare reali benefici alla città. Una battaglia che vogliamo condividere con Provincia e Regione con le quali esiste già un dialogo”.