I poteri di un dirigente scolastico: 25 del DLgs 165/2001, con “autonomi poteri di direzione, coordinamento e valorizzazione delle risorse umane (…), assicura la gestione unitaria dell’istituzione, ne ha legale rappresentanza, è responsabile della gestione delle risorse finanziarie e strumentali e dei risultati di servizio”.

Scuola e sociale sono una cosa seria, e molto spesso camminano insieme. Premesso doverosamente ciò, possiamo al nocciolo della questione: il servizio di mensa scolastica che, così come il trasporto pubblico, non è ancora partito, ha spinto Dirigente e genitori di un Istituto scolastico crotonese, ad organizzarsi e risolversi in problema da soli. Più facile a farsi che a dirsi insomma. Al plesso dell’istituto Comprensivo di via Saffo, da un po’ di giorni a questa parte, i bambini che osservano l’orario prolungato possono usufruire del servizio di mensa scolastica. Dietro proposta di alcuni genitori infatti, si è riunito il Consiglio d’Istituto, che ha approvato la stessa, e dopo aver ricevuto il benestare del Dirigente, ha provveduto a contattare la ditta interessata. Si è fissato il costo del pasto completo (5.50 euro), dopo di che si è immediatamente partiti col servizio. Comune di Crotone inevitabilmente “baipassato”, e chi si è visto si è visto. Del resto, chi ha tempo ed anche modo, non aspetti tempo. Iniziativa lodevole, non c’è che dire, che tuttavia mette in luce alcuni risvolti sociali poco piacevoli. Non tutti i genitori infatti sono in grado di spendere più di 5 euro al giorno per la mensa scolastica, ragion per cui capita purtroppo che ci sono bambini che fanno pasto completo, e bambini che devono accontentarsi di un panino. Non ci sembra una bella cosa, e neanche giusta. Sia chiaro, non ce la prendiamo con chi ha organizzato tale iniziativa, ma il problema però resta, e poteva essere evitato. Non è accettabile infatti che all’interno di un Istituto scolastico, vi siano bambini di serie A e bambini di serie B. Perché è questo che accade. Senza considerare gli inevitabili problemi di natura alimentare, derivati dal dover necessariamente mangiare il panino ogni giorno. Quando sarebbe bastato che in sede di contrattazione fra Comune di Crotone e ditte interessate, così come già fatto in altre città, si fosse eliminato il panino, o la bottiglietta d’acqua, (accessibili a tutti), e permesso a tutti i bambini di poter consumare un pasto completo. Proteine comprese, indispensabili, e spesso assenti su molte tavole di famiglie che non possono permettersi pasti completi e più costosi. Non deve essere la scuola a dover risolvere i problemi di un Comune, soprattutto quando la situazione poi, invece di migliorare si complica.