CONSIGLIO COMUNALE IN 2A CONVOCAZIONE: DISCUSSIONE SUL DISTRETTO ENERGETICO, INTERVENTO DEL CONSIGLIERE DEL GRUPPO STANCHI DEI SOLITI, IGINIO PINGITORE, FAUTORE, NEL SILENZIO QUASI GENERALE, DELL’IMPORTANTE E MOLTO DELICATO PUNTO ALL’ORDINE IN QUESTIONE.

“La Provincia di Crotone con delibera n.275 del 12.10.2001, adottava il Piano d’Azione Locale per l’Energia, allo scopo di definire le linee di attuazione dell’Azione 1.11. a “Produzione di energia da fonti rinnovabili e risparmio energetico”.
Il 17 dicembre 2002 la Giunta regionale con propria deliberazione n. 1240 proponeva l’approvazione del Piano energetico ambientale. In seguito, dopo poco più di due anni, precisamente il 14 febbraio 2005 nella seduta n.110 con deliberazione n. 315 il Consiglio Regionale della Calabria approvava definitivamente il Piano energetico ambientale regionale.
A seguire nell’anno 2006, la Provincia di Crotone, con delibera consiliare n. 55 approvava l’attivazione delle procedure per la Costituzione del “ Distretto Energetico Regionale” e nel mese di novembre dello stesso anno, l’ente intermedio, presentava al Governo la candidatura di Crotone a diventare terzo polo per lo sviluppo delle fonti rinnovabili (polo per il Sud, oltre 2 poli già individuati per il nord).
Fin qua nulla di male! Pare che ci fossero delle buone intenzioni. Il territorio del crotonese fu il primo, e forse l’unico, interessato per la realizzazione di un Distretto Energetico, opera che inizialmente è stata presentata buona per sopperire soprattutto la grave situazione occupazionale derivante dalla chiusura delle vecchie fabbriche. Creare un sistema che avrebbe integrato fra loro le diverse tecnologie ad alta efficienza, ottimizzare il consumo e la produzione locale di energia, ricorrendo soprattutto alle fonti energetiche rinnovabili per il risparmio energetico, innalzare la qualità della vita dei suoi abitanti, in sintonia con gli indirizzi di pianificazione energetica regionale, nazionale ed internazionale.
Sostenere la formazione di nuove figure professionali specializzati nei settori della promozione e dello sviluppo dei predetti impianti, richiamando professionisti da tutto il mondo al fine di creare a Crotone addirittura centri di studi e di ricerche, con l’obiettivo finale di raggiungere l’indipendenza dall’approvvigionamento energetico e anche per una ricaduta occupazionale nell’intero territorio,
Dalle informazioni di questi giorni, colgo anche l’ipotesi che a Crotone, il Distretto Energetico non sia mai stato istituito, tuttavia non possiamo dire che non sono mancati investimenti e molteplici autorizzazioni del settore ! Chi ha autorizzato? C’è da chiedersi…! Sarebbe ancora peggio se si accreditasse tale ipotesi, poiché significherebbe aver dato vita ad un Distretto energetico selvaggio, senza nessuna ricaduta, con gravi problemi occupazionali, ambientali e di salute. Gli accordi volontari promossi dalla provincia di Crotone per lo sviluppo della filiera delle biomasse, come abbiamo potuto vedere non furono mai rispettati. Ricordo anche l’accordo di programma per la realizzazione della Turbogas di Scandale, dove un Consorzio avrebbe dovuto realizzare una filiera: pastificio, serre per la coltivazione dei fiori, un conservificio e quant’altro.
Dopo circa un ventennio, a Crotone, come al solito, sono state tradite le aspettative dei cittadini: abbiamo assistito alla nascita di nuovi impianti industriali per il trattamento di rifiuti pericolosi e non, di nuove discariche e di altre che dovranno essere realizzate in futuro. Le aziende che avrebbero dovuto armonizzare risorse e costi energetici per migliorare e rendere più efficienti i vari processi produttivi hanno chiuso battenti a causa della crisi o di altri fattori. In questo arco di tempo, proprio quando si parla di produzione di energia da fonti rinnovabili sono state facilitate le autorizzazioni per l’apertura di centrali ed impianti di smaltimento rifiuti: la Turbogas, un termodistruttore, un compattatore RSU; il tutto attorno alla mega-discarica di Columbra, nella quale sono stati abbancati milioni di metri cubi di rifiuti provenienti da tutta Italia. Un’azienda abruzzese, nonostante le contrapposizioni di cittadini, comitati e istituzioni, propone e ripropone da circa un ventennio la realizzazione di una discarica di rifiuti pericolosi in località Giammiglione, mentre nelle vicinanze si lotta per costruirne un’altra nel territorio di Scandale. Inoltre l’Eni tenta di creare nuovi pozzi metaniferi attorno al promontorio di Capocolonna e nel frattempo giungono richieste per la realizzazione di un deposito GNL e di un rigassificatore.
Il parco eolico più grande d’Europa si trova a Crotone e in prospettiva se ne richiede un altro in mezzo al nostro mare, creando grandi brutture paesaggistiche, mortificando i centri collinari del Marchesato crotonese che facevano un tempo da cornice in un paesaggio marino e storico, quale la Magnagraecia.
Nel territorio, naturalmente, sono già presenti altri invasi: la discarica comunale di Farina, l’invaso dei veleni sul fronte mare conosciuto romanticamente come “passeggiata degli innamorati”, il Cic tossico sparso sotto le strade, tra i palazzi, le scuole e i piazzali. Le piattaforme Eni da oltre mezzo secolo estraggono metano, fornendo all’Italia una produzione pari al 16% del fabbisogno nazionale. Crotone una colonia d’Italia da sfruttare.
Dal punto di vista agricolo, con l’istituzione del Distretto Energetico si sarebbe dovuta soddisfare l’esigenza relativa allo smaltimento di scarti come reflui zootecnici, biomassa derivante dalla pulizia del sottobosco o scarti di potature. La realtà, invece, presenta un’alta percentuale di disboscamento nell’aree montane e la creazione di tre centrali a biomasse di forte impatto ambientale.
Rammento ancora a questa spett/le Assise che la società A2a- TecnoA pare che abbia già ampliato il termoinceneritore sito alla località Passovecchio, in seguito trasporterebbero nel porto di Crotone rifiuti pericolosi del petrolchimico di Priolo-Augusta-Siracusa e di ogni angolo d’Europa per bruciarli a Crotone. Mi domando: che costo subiremo ancora oggi in termine di salute? Quanto ancora si avvelenerà la nostra aria, un aumento di diossine e nanopolveri nell’ambiente crotonese, produrrà ulteriormente rischi di tumori, leucemie, ictus, infarti, malattie polmonari e quant’altro.
I dati forniti da SENTIERI di qualche anno fa sono allarmanti, il quale si occupa dello – Studio Epidemiologico Nazionale dei Territori e degli Insediamenti Esposti a Rischio da Inquinamento- che riguarda l’analisi della mortalità delle popolazioni residenti in prossimità di una serie di grandi centri industriali attivi o dismessi, o di aree oggetto di smaltimento di rifiuti industriali e/o pericolosi, che presentavano un quadro di contaminazione ambientale e di alto rischio sanitario tale da avere determinato a Crotone il riconoscimento di “siti di interesse nazionale per le bonifiche” (SIN). In Calabria i siti di interesse nazionale per le bonifiche (SIN) sono Cassano all’Ionio, Cerchiara di Calabria e Crotone con una popolazione complessiva di 80.517 abitanti al Censimento 2001.
Il profilo di mortalità nel SIN calabrese, mostra nel complesso delle principali cause di morte, una tendenza a un eccesso nelle stime di rischio sia in presenza sia in assenza di aggiustamento per indice di deprivazione. Gli eccessi sono evidenti in particolare tra gli uomini per i quali, oltre alla mortalità per tutte le cause, risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente. Per le cause di morte per le quali vi è a priori un’evidenza Sufficiente o Limitata di associazione con le fonti di esposizioni ambientali del SIN il principale segnale è un eccesso della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. Perché Crotone non debba avere autonomamente un registro dei tumori? Mentre ne esiste uno con la città di Cosenza, quest’ultima ha una realtà e delle peculiarità diverse, a Cosenza non c’è una problematiche derivanti dall’attività industriali.
Si chiede a questa Assemblea di approfondire l’argomento attraverso un dibattito onesto e criterioso, anche al fine di revocare concessioni della regione Calabria in merito a distretto energetico, fermare questo scempio, bloccare qualsiasi iniziativa rivolta alla realizzazione di impianti che possano arrecare ulteriori danni all’ambiente e alla salute. Conoscere i presupposti per cui sono state concesse una moltitudine di autorizzazioni in un territorio già martoriato e altamente a rischio. Crotone ha dato e non può più essere a servizio di un’imprenditoria spesso disonesta e senza nessun scrupoli”.

Iginio Pingitore

Stanchi dei Soliti