Violenza sulle donne: Il post pubblicato sul suo profilo Facebook, dall’avvocato Giancarlo Cerrelli (Popolo e Identità).

“ECCO PERCHÈ LE MOBILITAZIONI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE SONO INUTILI E DANNOSE…

Le mobilitazioni di oggi contro la violenza sulle donne sono inutili e anche dannose, perché alimentano quella guerra tra i sessi di cui la nostra società non ha bisogno.
Queste manifestazioni contrappongono la donna all’uomo, in una lotta ideologica al maschio, il quale viene considerato come un mostro.
Lo scopo di molte organizzazioni culturali e politiche che organizzano queste manifestazioni contro la violenza sulle donne è quello di cambiare il sentire del popolo italiano, propiziando nel maschio sempre di più un senso di imbarazzo e di colpa e nella donna fomentando l’odio contro il maschio.
Non è così che si vince la violenza quella maschile, come quella femminile, ma neppure usando artatamente fatti atroci e drammatici come quelli della povera Giulia, allo scopo di portare avanti in ogni ambito, ma soprattutto nelle scuole una rieducazione all’affettività che ha come obiettivo finale quello di abbattere definitivamente la famiglia, formata dall’alleanza tra un uomo e una donna.
Come non serve sbilanciare il nostro ordinamento giuridico a favore delle donne, fornendo loro delle armi improprie contro l’uomo, che non poche volte, da alcune donne, sono usate come mezzo di ricatto e vendetta contro il proprio partner. Non serve neppure una rieducazione dei giovani all’affettività che alcuni movimenti e associazioni vorrebbero usare per entrare nelle scuole e propiziare, così, una antropologia non rispettosa delle differenze e della natura umana.
Contro persone disturbate, che mal reagiscono al modello della nostra società costruita volutamente priva di riferimenti e principi certi, c’è poco da fare.
Tali persone disturbate e fragili mentalmente – tra cui, non dimentichiamolo ci sono anche donne – reagiscono scompostamente anche perché si trovano a vivere in un contesto sociale fortemente relativista, in cui il bene e il male, il giusto e l’ingiusto, il vero e il falso non si distinguono più così facilmente e in cui l’orizzonte sociale di base che prevale è un’assoluta autodeterminazione e un’auto affermazione in ogni ambito, soprattutto in quello relazionale. Non è, peraltro, da trascurare il fatto, che da tempo, la nostra società abbia perso di vista Dio e la famiglia sia diventata sempre più un contesto fluido e privo di stabilità.
È per questi motivi che, pur stigmatizzando e condannando con forza, qualsiasi atto di violenza, non ritengo sia il caso di andare dietro a bufale ideologiche come quella di mettere sul banco degli imputati il patriarcato, o a manifestazioni che in definitiva fomentano l’odio della donna contro l’uomo, ma credo, invece, che sia il caso di dare un senso alla vita dei nostri giovani, facendo loro scoprire l’oggettività della differenza tra il bene e il male, tra il giusto e l’ingiusto, tra il vero e il falso e soprattutto dando loro la speranza di una vita buona non fatta di guerra tra i sessi, ma di un’alleanza tra l’uomo e la donna”.