di Francesco Biafora

È stato eletto in Consiglio Provinciale per la seconda volta. E questo è un dato di fatto politico inconfutabile. Non ha fatto incetta di voti Mario Megna ma, così come ci tiene a precisare, non ha però goduto di alcun sostegno esterno (vedi consiglieri di maggioranza ed esponenti di spicco del centrodestra crotonese), eccezion fatta per l’onorevole Antonello Talerico, decisivo ai fini dell’elezione di Megna. Il presidente del Consiglio Comunale di Crotone, sottolinea inoltre che questa elezione è tutta sua, e soltanto frutto delle sue amicizie e relazioni, di politico e presidente del Consiglio. Di che colore esse siano poi, nel marasma generale che regna all’interno del Consiglio Comunale, ha evidentemente poca importanza. Mario Megna ha infatti potuto contare sui voti dei consiglieri Ernesto Ioppoli, Marisa Luana Cavallo, Carmen Giancotti ed Andrea Tesoriere. Uno di questi, letteralmente strappato al sindaco Voce. In estrema sintesi, se non fosse stato per il contributo di quel che resta della minoranza comunale, Mario Megna non sarebbe stato eletto. Vorrà pur significare qualcosa. Stesso metro di giudizio che si potrebbe utilizzare per Fabio Manica, (vedi anche voto di Dalila Venneri), oggi molto più vicino a Voce che alla minoranza di cui fa ancora parte, sulla carta. Così come la stessa Fabiola Marrelli e l’Ufficiale di Governo di Papanice. Ma questa ormai, non è neanche più una notizia. Coerentemente fuori dal coro, il gruppo Stanchi dei Soliti, unito e compatto su Iginio Pingitore, e Fabrizio Meo che alle Provinciali non ha votato per nessun consigliere comunale di Crotone. Di Andrea Devona (eletto anche lui), delle sue sterili frequentazioni Forziste, e dell’inconsistenza cittadina del PD, abbiamo già detto. In quanto al sindaco Voce, d’ora in poi, oltre che della ormai nota 2ª convocazione del Consiglio Comunale, avrà necessariamente bisogno di una lavagnetta…