L’intento, era principalmente quello di capire il reale motivo che ha indotto la consigliera comunale Anna Maria Cantafora a lasciare il “suo” sindaco, poco tempo dopo aver vinto le amministrative insieme a lui. Poi però, senza bisogno di ulteriori domande, la consigliera di Fratelli d’Italia ha snocciolato uno ad uno, e forse neanche tutti, i motivi che, a seguito di una scelta molto sofferta, l’hanno spinta a continuare la sua esperienza politica da un’altra parte.

“Sicuramente non ho lasciato Voce per avere un incarico, così come hanno fatto altri, ma perché sono dalla parte di un pensiero che riaffermi Crotone nel panorama politico calabrese. Forse ho un’idea antica di come si faccia la politica, ma certo è che la politica decide il presente e il FUTURO di un territorio. Adesso mi pare si guardi solo al presente, e quello che stiamo vivendo a Crotone non è certo un buon presente, ma solo lo squallido futuro disegnato vent’anni fa. Non c’è una visione diversa, stiamo continuando ad acchiappare le briciole che ci danno. All’inizio mi sono fidata, perché sognavamo insieme una Crotone diversa. Io sognavo e gli telefonavo di continuo per dirgli che dovevamo esaltare la posizione geografica di Crotone, nel cuore del Mediterraneo. Che dovevamo reinserirla nelle rotte marittime e non solo. Lui mi diceva che la prima cosa era la bonifica se volevamo disegnare il futuro. Poi, l’attenzione solo al vivere quotidiano, rinchiusi in noi stessi: la villetta, l’asfalto, i fiori, la rotonda, e intanto i giovani e non solo vanno via.

Bene i fiori, gli spettacoli, ma sono fini a se stessi. Non portano a nulla, se non al piacere di una fumata di sigaretta, ti rimane il mozzicone…
Abbiamo perduto il parco di Capocolonna, il Castello, accorpati a Sibari. E forse anche la Soprintendenza andrà a Catanzaro. E questi sono posti di lavoro che si perdono.
La Soprintendenza avrebbe dovuto vincolare centro storico, piazza Umberto e non via Roma. Il Corso cittadino? Ma quali fabbricati antichi ci sono? Eppure non sento una parola su questa decisione . Forse le basole…Io faccio politica perché mi piace ci credo, mi interessano i problemi della mia città, ma ho l’impressione che nessuno mi ascolti…”.