Riceviamo e pubblichiamo

L’intervento di Mario Oliverio in ordine alla Bonifica e alla rivisitazione del PAUR mi ha evocato i tempi in cui da Presidente del PD e Consigliere Comunale, non molto tempo fa, mi anteponevo al provvedimento Regionale, Governatore Oliverio, di ampliamento della discarica di Sovreco, poi realizzatosi e senza, peraltro, risolvere il problema delle cataste di rifiuti in Città, oltre a non far compiere un passo in avanti alla bonifica dell’area SIN. Sulle annose questioni ambientali della Città di Crotone posso solo ricordare il sostegno di mio zio, Rocco Gaetani e di Marilina Intrieri, e l’impegno del Sindaco Pugliese unitamente al “Capitano Ultimo”, assessore Regionale Ambiente della Giunta Santelli, e a Flora Sculco, che nell’ambito della conferenza di servizio che originò il POB fase 2, hanno cristallizzato una conditio sine qua non: i rifiuti speciali e pericolosi della “passeggiata degli innamorati, parola di Sindaco” dovranno essere rimossi e conferiti in discarica esterna alla Città di Crotone e alla Calabria.
Ecco la ciambella di salvataggio a cui si è aggrappato il Sindaco Voce che all’epoca vestiva i panni del Masaniello ecologista e fustigatore del potere d’influenza dell’ENI.
Non vedo in giro molti soggetti credibili nel dispensare giudizi o nel rivendicare rigorosità e primogeniture.
Così come mi risparmierei, da parte di Oliverio, una dietrologia da “teatrino paesano” nel legare le sue disavventure giudiziarie, peraltro in fondate (Cassazione), legandole a ritorsioni dei poteri forti(ENI) che qualche anno prima si sono visti transare, a costo zero, Governatore Oliverio, tanto la miniera di Belvedere Spinello quanto l’area della Sali Italiani. Stendiamo un velo pietoso.
Il problema è oggi, e coinvolge la prospettiva e lo sviluppo della Città.
Dovremmo, tutti insieme, anche grazie all’attenzione del Governatore Occhiuto e del commissario SIN Dott. Errigo, affermare un principio inalienabile: quei 400 ettari(area industriale) hanno rappresentato un modello per tutto il mezzogiorno. Vi hanno trovato occupazione ed emancipazione, migliaia di meridionali e diverse generazioni. Crotone era una Città che cresceva demograficamente e arrivavano da tutte le parti d’Italia. Il contrario di quello che avviene oggi dove perdiamo presenze, manuali e intellettuali, al ritmo di 1000 persone all’anno. Se non è emergenza questa, alla quale dare risposte risolute subito, non saprei cosa dovrà succederci di più.
In quell’area si dovrà immaginare di ricreare quelle migliaia di posti di lavoro con iniziative produttive e di ricerca sulle rinnovabili che sappiano rilanciare l’economia e l’immagine della Calabria.
Il modello non è Gela ma Etna Valley a Catania.
Il Governo Regionale, ed il suo ottimo Presidente Occhiuto, disegni uno scenario che recuperi alla Provincia di Crotone e alla fascia del medio e alto Jonio Cosentino con CoriglianoRossano, una prospettiva di eccellenza e di crescita collettiva. Le aree SIN coincidenti e la ZES unica rappresentano i capisaldi su cui costruire il riscatto dello Jonio Calabrese e non la sua omologazione ad appendici dei centralismi consolidati(Cosenza) o da riconquistare(Catanzaro).

Crotone 24/02/2024

F.to Mario Galea
Italia Viva
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