Non che la maggioranza comunale sia messa molto meglio, per essere onesti e tanto per intenderci. Ma della minoranza ormai, numeri alla mano, non c’è quasi più traccia. Solo fuffa, sporadicità di ruolo ed apparenza politica, tranne ovviamente le poche e dovute eccezioni. Molto poche onestamente, forse quattro. Non di più. E non bastevoli per poter esercitare una opposizione affidabile e degna di questo nome. A proposito di nomi, e non ce ne vogliano i consiglieri non citati, quelli che oggi, e sottolineiamo oggi, possono essere considerati a pieno titolo consiglieri comunali di opposizione, in quanto oppositori sono: Fabrizio Meo, Anna Maria Cantafora, Salvo Riga ed Enrico Pedace. Lo dicono i fatti. Basta semplicemente andarsi a ripassare gli ultimi Consigli Comunali: presenze, assenze, stampelle, documenti ed espressioni di voto a seconda dei punti all’ordine del giorno. Certo, i trasversalismi esistono praticamente da quando l’uomo ha “inventato” la politica ma, nello specifico di questo Consiglio Comunale, sponda minoranza, qualche personalismo, una certa “ambiguità” nei rapporti politici (alleanze ghost), argomenti impalpabili e prese di posizione di facciata, rappresentano il comune denominatore di chi, partito “incendiario e fiero”, si ritrova oggi “pompiere” per opportunità. Sapete cosa c’è, c’è che non esiste più uno spirito politico guida, ma soprattutto, latita purtroppo una prerogativa simbolo di un tempo che fu, necessaria a chi afferma di fare politica: la collocazione politica. Convinta, visibile, concreta. E così, nell’approssimazione generale, c’è chi invece come il sindaco Voce, in mezzo a tutto questo frenetico e confuso viavai ci sguazza. Se infatti la sua legislatura è ancora in piedi, lo deve proprio alla certezza ed all’incertezza dei numeri. I quali, nonostante la sistematica assenza di quello legale, gli assicurano comunque la 2ª convocazione. Quanto basta. L’ascesa al contrario dell’ex consigliere di minoranza, oggi presidente del Consiglio Comunale Mario Megna, insegna.