

Crotone: a quasi una settimana dal voto, le analisi si sprecano. E, a seconda della provenienza, sono quasi tutte interessanti e curiose. Ci sta. Ma c’è un dato che viene fuori dalle urne, “prepotente”, netto ed eclatante. Vincitori e vinti si mischiano perfettamente fra trombati e premiati. Alcuni sono stati sonoramente bocciati dagli elettori, compresi illustri assessori e grandi imprenditori, (dobbiamo fare i nomi?), altri invece sono tornati in campo dopo una pausa piu o meno lunga. Il sindaco Voce ha portato trionfalmente il suo vice Cretella, eletto a furor di popolo. Altri invece resistono anche al tempo, e riescono addirittura ad eleggere due consiglieri in una botta sola, come gli immarcescibili Pedace che portano due esponenti in famiglia, al pari di Mario Megna che non è da meno, portando in Consiglio Comunale anche sua cugina. Antonio Megna centra l’ambo vincente, e piazza anche la Stefanizzi. Ma il dato che più di tutti balza agli onori delle cronache politiche, è il risultato ottenuto da Saverio Flotta (FDI). Mille voti mille. Un dato che, considerata soprattutto l’originaria provenienza (PD), assume dell’inverosimile. Nel caso di specie infatti, i voti si sono addirittura duplicati rispetto alla provenienza politica, per la serie: “gli elettori votano me e non il partito”. Un chiaro ed inequivocabile segnale lanciato dall’elettorato anche per altri candidati, e che deve necessariamente far riflettere l’universo politico crotonese. Coordinatori e segretari vari in primis. In estrema sintesi, vince chi sceglie i cavalli giusti. Idem come sopra anche per papà Michele Marseglia che, anche lui espressione di quel mondo di centrosinistra, che lo ha visto prima consigliere e poi assessore comunale, nel passaggio all’altra coalizione, duplica pure le preferenze, questa volta con la giovane Gaia. Un caso a parte, quello riferito ad alcuni ex candidati addirittura a sindaco, che in questa tornata elettorale non riescono ad eleggere nemmeno il proprio consigliere… Però parlano. Del resto leader politici si nasce, e poi si cresce. Non ci si improvvisa. Sin troppo semplice, in casi come questi, pensare ad Arturo Crugliano Pantisano, risultati alla mano, ritenuto uno dei maggiori leader in termini di consenso personale in città.








