

Parliamo di sanità crotonese: ci è sembrato doveroso e opportuno pubblicare e porre alla vostra attenzione il post social di una cittadina che, transitata per qualche ora dal Pronto Soccorso dell’ospedale di Crotone, non ha potuto fare a meno di osservare e notare alcune delle carenze strutturali esistenti, e purtroppo non solo, con la viva speranza che chi di competenza faccia qualcosa e presto. Il diritto ad una sanità pubblica funzionale e dignitosa è sacrosanto, ed in quanto tale andrebbe garantito. P.S. si accettano anche generosi”donatori” fuori stagione.
IL POST
“UNA MATTINATA AL PRONTO SOCCORSO E UNA RIFLESSIONE PER TUTTI
Stamattina sono stata al pronto soccorso. Ci tengo a dirlo per rispondere a tutte le cattiverie, le offese e le stupidaggini che mi sono state scritte di recente, dall’ernia del disco in poi ho avuto altri problemi di salute.
Sono arrivata verso le 9:20 e, dato che c’era pochissima gente, sono passata subito al triage (codice verde o bianco, non ho capito bene). Stavolta, per fortuna, sono uscita con una diagnosi. Dopo l’ernia ho preso un’influenza pesante che mi ha distrutta, viene sempre sottovalutata, e invece porta bronchite e molto altro.
La nota positiva, dopo un’ora sono entrata e ho trovato lo stesso medico cubano della volta scorsa. L’equipe è stata impeccabile: dalle OSS alle infermiere, fino al Dott. Fernandez, che è stato di una grandissima umanità. Mi ha riconosciuta e si è attivato subito.
Le note dolenti, sono stata fortunata, sì, ma non dimentico le criticità. Un’anziana arrivata dopo di me ha aspettato tre ore prima di essere visitata. Inoltre, la struttura era sporca (mai vista la ditta delle pulizie), il soffitto della sala TAC è pieno di muffa, nella seconda sala d’attesa ci sono divani fatiscenti e gli ascensori fanno paura.
Le criticità sono tante e non possiamo fare finta di nulla. Dopo oggi voglio continuare a vigilare e a dare il mio contributo. Non basta raccontare le storie di chi ha bisogno, ma bisogna cercare soluzioni e “rompere le scatole” a chi può e deve dare risposte.
Cominciamo noi, insieme, a prenderci cura degli altri partendo da un semplice: Tu come stai?
N.b. un pronto soccorso nuovo con poltrone del genere?
Non ha senso. Adoperiamoci anche per questo!”.
Maria Paola Ursini








