Stadi e politica, sempre e solo una questione di “Santi”…

Chissà se il nostro beneamato stadio Ezio Scida si fosse chiamato San Siro, oppure San Paolo, piuttosto che San Nicola, le sue sorti ed il suo destino sarebbero stati i medesimi di oggi?
Cioè, combattuti ed incerti. A sole due isettimane dall’inizio del campionato di Serie A infatti, di interventi di ampliamento in essere, solo quello del F.C. Crotone, relativo alla tribuna coperta.
Per il resto, per ora, solo affrettati proclami, bandi di gara, ed imbarazzante marcia indietro comunale della serie: ” è una lotta contro il tempo e stiamo facendo il massimo”…
Il compitino istituzionale, senza infamia e senza lode si sta svolgendo, per il resto, rivolgersi ad altri. Oppure a qualche Santo appunto.
Che non può essere sempre e comunque “San Raffaele”…che mettendo in mostra il suo Crotone al San Vito, a proposito di Santi, il suo bel messaggino di organizzazione ed idee chiare a chi di dovere, lo ha lanciato…
Le cose si possono fare ed ottenere, anche in tempi ristretti. Basta volerle e metterci la faccia.
Crotone-Atletico Madrid disputata a Cosenza, rappresenta la più eloquente delle risposte.
Pratica, sinergia, e soprattutto politica propositiva.
In sintesi, tutto quello che a Crotone non c’è.
Tranne, forse, uno scontato ed “incitante” striscione lungo da via Roma a Cosenza.
Curva del San Vito compresa.
Decidere se votare o votarsi a San Mario o San Vincenzo, nella circostanza, non è poi impresa cosi ardua.
Cassa regionale canta, quella comunale invece parla…

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