

Riceviamo e pubblichiamo
Oggetto: nota sindacale poliambulatorio C.so Messina.
Ponendo come indiscutibile postulato che la violenza, ed in particolare quella contro le donne e da condannare senza attenuanti e che taluni comportamenti sono da considerarsi deplorevoli, vorremmo dire la nostra in merito all’increscioso episodio accaduto nella sede ASP di C.so Messina nei giorni scorsi.
Per la UIL FPL la verità dei fatti deve essere messa in relazione all’attendibilità della fonte (che già sarebbe una garanzia minima) ma anche e, soprattutto, da un lavoro di attento e veritiero accertamento dei fatti, sapendo, bene che istituzionalmente quest’onere sta in capo alla magistratura e per la quale abbiamo la totale fiducia. Anche i giornalisti o chicchessia non sono immuni da quest’analisi preventiva. Purtroppo, il fatto, accaduto il 27 novembre 2019 presso i poliambulatori , è stato narrato da qualche organo di stampa in modo “non veritiero”.
Intanto i due dipendenti coinvolti nel triste episodio sono: un collaboratore professionale sanitario (Dottore in Scienze Infermieristiche) e una collaboratrice professionale amministrativa e, quindi, nessuna dirigente né tantomeno dottoressa “medico”.
Questo, ovviamente, non rappresenta un’attenuante alle responsabilità da individuare, ma una chiara e necessaria indicazioni degli attori coinvolti. Il primo opera negli ambulatori specialistici, la seconda nel servizio Ufficio Assistenza Protesica, servizio ospitato nel Poliambulatorio di Corso Messina, e non con la funzione giuridico-contrattuale di responsabile. Da precisare che l’infermiere da sempre e, ultimamente in modo particolare, non solo in qualità di facente parte di un’associazione di volontariato, in una lettera denuncia pubblicata su un quotidiano locale crotonese, e che si allega, si è occupato proprio dell’anomalo servizio dell’ufficio ausilio protesico, cioè si è interessato di quei soggetti definiti “fragili, indifesi socialmente ed economicamente”.
L’assenza di regole, il mancato rispetto della legalità, il clima per niente trasparente e di favore che , ormai, la fanno da padrona, più volte denunciato dalla nostra organizzazione e come sempre inascoltato, non solo nell’ufficio in questione ma in quasi tutte le unità operative dell’Azienda Sanitaria Provinciale, rappresentano l’algoritmo perché si determinino discussioni tra dipendenti e non solo tra essi. Cosa che è successa il 27 Novembre 2019 fra i due dipendenti, e non già una “brutale aggressione”, quindi, un diverbio scaturito a seguito di un rifiuto, da parte della dipendente amministrativa, a far visionare in che modo fosse utilizzata una stanza nella struttura medesima, locale nel quale, precedentemente, era collocato il servizio di mammografia ma che, oggi stranamente, insieme ad altri spazi liberi sono utilizzati a deposito di ausili in disuso e di scartoffie, mentre le attività sanitarie specialistiche del Poliambulatorio sono collocate in locali angusti con turnazione di utilizzo a causa di un numero insufficiente degli stessi. Il diverbio, nato proprio su questi elementi è, poi, sfociato in un infortunio del tutto privo di dolo e non preterintenzionale.
Da aggiungere, infine, che nessuno si è dileguato e che non esiste nessun ricercato, infatti la polizia che è intervenuta dopo essere stata chiamata ha, immediatamente, trovato l’infermiere, il quale dopo aver soccorso la collega amministrativa in tutti i modi nella struttura, ha continuato a lavorare. Chiudiamo nell’esprimere, principalmente, solidarietà alla collaboratrice amministrativa ma anche al dottore in scienze Infermieristiche vittima anch’egli, in modo minore, di questa confusa gestione manageriale che regna indisturbata nell’Azienda Sanitaria Provinciale, da troppo tempo, con forti interessi politici e che continua ad ignorare ed omettere un analisi seria del contesto lavorativo e che consenta di individuare i fattori di rischio , esistenti e potenziali, e porvi rimedio, che non può essere solo quello di piazzare una guardia giurata all’ingresso. Aspettiamo speranzosi il decreto sanità affinché possa anche a Crotone scendere un nuovo manager dal cielo per fare miracoli e cominciare a parlare di una rinascita sanitaria in questo martoriato territorio.
Con preghiera di pubblicazione si ringrazia anticipatamente.
Il Segretario Generale UIL FPL
Gaetano Papaleo





