Riceviamo e pubblichiamo

«Taglio km trasporto pubblico è scelta scellerata»

Amministrare una città significa, fondamentalmente, ascoltare le esigenze dei cittadini e dare loro risposte. L’amministrazione non si può ridurre al semplice rispetto delle leggi e dei regolamenti senza comprendere se questi creino o meno disagi alla popolazione.

Amministrare significa prendere delle decisioni nell’ottica dell’interesse generale della propria comunità, anche andando borderline con la normativa.

Altrimenti sarebbe così facile fare il Sindaco di una città che non ci sarebbe nemmeno bisogno di eleggerlo, basterebbero i dirigenti di un Comune per far applicare leggi e regolamenti.

Ma la vita reale non è un manuale di un codice civile.

La vita reale è un insieme di variabili, per lo più incontrollate, che, però, vanno gestite per consentire agli abitanti di un territorio di vivere avendo servizi pubblici che ne soddisfino le principali esigenze.

Amministrare e farlo in trasparenza e secondo legge non è facile, ma è un dovere per chi sceglie di occupare determinati ruoli.

La città di Crotone è senza “amministrazione” dal 4 dicembre, da quando un freddo burocrate, con il gusto dell’inquisizione, si è seduta sullo scranno più alto del palazzo comunale.

E, nonostante tutto, ancora c’è chi, accecato dall’odio politico, osanna la Commissaria come il nuovo messia da tempo atteso, la città sta pagando amaramente questa presenza.

Prova concreta di questa assenza di “guida” è stato il silenzio assordante del Commissario in tutta questa fase di isolamento obbligatorio.

La Commissaria, chiusa nel suo giglio magico e circondata dai soliti lacchè che abitano il palazzo Comunale, ha chiuso ogni rapporto con la città.

Le vittime di oggi di questa amministrazione cieca e sorda ai bisogni della gente, sono gli abitanti delle periferie crotonesi, soprattutto quelle delle contrade Sud (Capocolonna, Salica, Campione etc.) e di Farina, che da un giorno all’altro si vedono negare il diritto ad un trasporto pubblico.

Perché tagliare il contributo comunale alla ditta Romano, da un giorno all’altro e senza preavviso, significa ridurre di decine di migliaia i chilometri di servizio pubblico. Questoequivale fondamentalmente a tagliare autobus e linee, lasciando a piedi anziani e bambini e costringendo migliaia di persone a dover prendere la macchina per qualsiasi bisogno.

Una scelta scellerata che è stata presa in perfetta solitudine dal Commissario, senza confronto con azienda e sindacati, e che va anche nettamente in controtendenza rispetto alle indicazioni del Governo.

Se pensiamo, infatti, che dal 4 maggio, giorno in cui dovrebbe iniziare la Fase 2, per disposizioni del Governo, anche sugli autobus si dovrà mantenere il distaccamento sociale e,quindi,si dimezzerà la capienza di ogni mezzo, si comprende come la scelta del Comune penalizzerà molte più persone di quelle che si possa pensare.

Diminuire i posti sugli autobus e tagliare le corse, significa, fondamentalmente azzerare il servizio pubblico.

Se a questo si aggiunge che senza il contributo comunale, verranno cancellati gli abbonamenti gratuiti o a basso costo per le persone in difficoltà, tra cui studenti e anziani, è facile comprendere la brutalità di una decisione del genere.

Tutto questo è intollerabile.

Non si può accettare che il Comune compia scelte che si trasformino in disagio sociale, prenda decisioni che aumentano le distanze invece di accorciarle, compia atti contro la cittadinanza.

A nulla varranno le flebili motivazioni che stanno alla base di questo ulteriore atto contro la città. Riordinare un settore o un servizio significa cercare di riorganizzare il sistema senza penalizzare gli utenti. Non possono essere i cittadini a pagare un gap “organizzativo” ormai atavico per il Comune di Crotone.

Chiediamo che il Commissario ritiri immediatamente l’atto che azzera il contributo alla ditta Romano e di fatto riduce il trasporto pubblico nella città di Crotone.

F.to

Laboratorio Crotone

Segreteria Politica