Riceviamo e pubblichiamo

Tanto tuonò che piovve: fiera campionaria chiusa.

Il fresco DPCM mette la parola fine alla diatriba relativa alla Fiera campionaria di Crotone; difatti l’art.1 del suddetto DPCM vieta “….le fiere di comunità”.

Con un pò di buon senso e di desiderio di ascoltare le opinioni altrui, si poteva intervenire a monte e rinunciare alla fiera campionaria, almeno per quest’anno, ma il Sindaco Voce, oltre ad esser l’uomo che non deve chiedere mai, è anche l’uomo che non deve ascoltare mai (soprattutto chi non la pensa come lui).

Spiace per la sospensione dell’evento, soprattutto per quegli operatori che hanno investito tempo e soldi in questa manifestazione. Sia ben chiaro, nulla contro gli operatori che sfruttano l’occasione di un evento.

Ma era facilmente intuibile che si sarebbe andati verso un graduale inasprimento delle misure di contenimento della diffusione del COVID-19, e ciò senza entrare nel merito della bontà di tali misure e senza entrare nelle scelte del governo rosso-giallo (tra l’altro quello di riferimento della giunta Voce).

Passato questo difficile periodo di emergenza sanitaria, si spera che Voce e la Sua giunta abbiano un approccio meno superficiale e più aderente ai bisogni dei cittadini e delle associazioni di categoria.

È troppo poco il tempo per giudicare Sindaco e giunta ma l’approccio è già errato, è troppo presto per giudicare l’assessore alle attività produttive ma già l’inizio non ci lascia bene sperare.

Teniamo a ricordare che oggi le attività commerciali sono l’unico cuore pulsante, della città vista la carenza di altre fonti di reddito sia imprenditoriale che occupazionale. L’assessore non può

certamente rispondere assente o, ancora peggio, non al corrente di uno fra i tanti problemi che

affliggono il commercio crotonese, ovvero la FIERA d’OTTOBRE.

Come ormai evidente (visto che siamo al XVI anno ), ancora una volta era stata propinata una improbabile Fiera Campionaria che alla fine si trasforma in mercato con bancarelle che straripano di caramelle e dei tipici “mustacciuoli”, tra l’altro di ottima fattura, ma non è questo che serve per rilanciare il territorio del crotonese.

Erano evidenti le richieste dei Commercianti esausti e delle Associazioni di categoria, vista la distrazione di capitali che vengono attinti dal tessuto crotonese per essere poi dirottati in Regioni come Campania, Puglia, Sicilia. La fiera campionaria, se fosse il caso di sottolinearlo, ha come oggetto la sola esposizione, con annessa l’entrata di pubblico provvisto di partita IVA e di codice Ateco, come da oggetto. In questi giorni, tutte le Associazioni del comparto economico, si legge sui media, hanno alzato barriere di sconcerto, la necessità di aprire gli occhi e andare oltre le parole raccontate ai quattro venti.

Il Commissario era un organo tecnico ed ha fatto una scelta di carattere tecnico, la politica dovrebbe entrare nel merito delle questioni ed orientare le scelte in maniera differente.

La prossima Fiera di Ottobre, se strutturata come evento differente, avrà senso di esserci, altrimenti si pensi ad altro, e soprattutto si ascoltino gli operatori commerciali della città.

Michele De Simone

Coordinatore Provinciale Fdi Crotone

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