Il “povero” Cotticelli forse aveva già capito tutto, o forse non ci aveva capito proprio una mazza. Tant’e’ che per togliersi dall’imbarazzo di una misteriosa e spinosa situazione che addirittura disconosceva, aveva deciso di lasciare l’incarico di Commissario Straordinario della sanità calabrese.

Ma il Governo, questo Governo, di contro che fa? In piena emergenza pandemica e sanitaria lo “premia”, riconfermandolo alla guida della nostra “povera” e malandata sanità. E i risultati infatti arrivano subito: la Calabria diventa improvvisamente zona rossa.

Chi infatti avrebbe dovuto occuparsi e preoccuparsi della spesa e dei bandi per i fondi dedicati alle necessarie terapie intensive e posti letto Covid (che non sono stati realizzati per tempo), non sa nulla, e non ha fatto nulla. Cotticelli compreso, che in quanto Commissario è il primo responsabile per l’attuazione del potenziamento relativo alle misure anti Covid-19.

Cosi come dei bandi di appalto che le Aziende sanitarie avrebbero dovuto presentare entro il 3 novembre. Esistono? E se sono state inviati alla Regione, che fine hanno fatto?

Vuoi vedere che Muccino, almeno lui, aveva già capito tutto? È possibile che la Calabria, la nostra Calabria, sia ancora e purtroppo quella raccontata nel tanto criticato e chiacchierato cortometraggio? Evidentemente, ed in buona parte si.

Fatto sta che oggi in Calabria, i virus da combattere sono due: quello in seno alla nostra sanità, che ci portiamo dentro da almeno 11 anni ormai, senza essere mai riusciti a trovare un vaccini. E poi quello più recente, il Covid-19, al quale per il suo arrivo, hanno pensato “bene” di stendere tappeti rossi…Appunto. Calabria zona rossa. Di rabbia, manifesta incapacità, pericolosa superficialità ed il solito egoismo.