Il Tar della Calabria ha accolto la richiesta di sospensione dell’ordinanza di chiusura delle scuole elementari e medie emanata dal presidente facente funzioni della Calabria Nino Spirlì lo scorso 5 gennaio, mentre gli effetti del provvedimento rimangono validi per le scuole superiori.
Il Tar ha accolto due diversi ricorsi in materia. Uno di questi è stato presentato dagli avvocati Giuseppe Pitaro e Gaetano Liperoti per conto di un gruppo di genitori che chiedevano la ripresa delle lezioni in presenza alle scuole elementari e medie. L’altro ricorso era stato presentato dall’avvocato Paolo Perrone per un altro gruppo di genitori. Essendo sospesa, l’ordinanza ovviamente non ha più efficacia.
Il ricorso è stato incentrato sulle disposizioni del Dpcm che deliberava la riapertura delle scuole elementari e medie in presenza su tutto il territorio nazionale, ma ha anche tenuto conto di uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità del 30 dicembre 2020, nel quale si analizza l’incidenza del Covid-19 sulla popolazione scolastica.
In base a questo studio la Calabria è quella con il minor tasso di contagi a scuola. Secondo il ricorso non è dunque provata la diffusione del Covid nelle scuole, come invece riporta in modo sommario e senza alcun riferimento scientifico l’ordinanza di Spirlì.
Il Tar ritiene che nella stessa “sembra mancare non solo una valutazione orientata ad una selezione di porzioni di territorio regionale più interessate dall’incremento dei contagi anziché ad una chiusura uniforme della didattica in presenza, ma neppure sembra tenersi conto del fatto che le problematiche legate al trasporto scolastico, per le fasce di età riferite alle istituzioni scolastiche diverse dalle superiori, appaiono di minore entità e maggiormente gestibili rispetto a quelle della popolazione studentesca di età compresa fra i 14 e i 18 anni di età”.
Il presidente facente funzione della Regione intanto, ha già annunciato di ricorrere in appello: “Il Tar manda i più piccoli a scuola e lascia a casa gli studenti delle superiori. Ci opporremo! Per noi, tutti a casa, in sicurezza e in dad”, commentando sulla sua pagina Facebook la decisione del Tar. Ricordiamo che i sindaci possono disporre la chiusura delle scuole nel proprio Comune, per provate esigenze legate alla diffusione del virus.







