Sculco: “Troppa disattenzione sull’aeroporto di Crotone”

Crotone sempre più terra di contraddizioni.
Mentre in Italia si discute di Recovery Fund e di interventi sulle infrastrutture, a Crotone arriva la notizia che la sua infrastruttura più strategica, l’aeroporto, è destinata a chiudere.
Prima di Natale è giunta la notizia che il bando per i voli “onerati” per Torino, Roma e Venezia è andato deserto, in questa settimana Ryanair comunica la cancellazione dal 19 gennaio dei voli per Bergamo e Bologna.

L’aeroporto di Crotone, in queste condizioni, rimarrà, da qui a breve, senza voli e, quindi, inoperativo.
Desta preoccupazione non solo la situazione di stallo in cui è caduto lo scalo crotonese, ma anche la mancanza di attenzione per quella che è la infrastruttura più importante della nostra provincia e della costa ionica.
Se non fosse per il comitato cittadino per l’aeroporto e per qualche associazione meritoria, come gli “Amici del tedesco”, del nostro scalo non sentiremmo più parlare.
Quante volte, in questi anni, Crotone ha reclamato il proprio legittimo diritto alla crescita ed allo sviluppo, che passa necessariamente attraverso una rete infrastrutturale che amplia l’orizzonte ed offre l’opportunità di non restare chiusi e isolati.
La storia recente dell’aeroporto di Crotone conferma, ancora una volta, che i risultati si possono ottenere solo con l’impegno e la dedizione di tutti gli attori istituzionali e politici del territorio.

Ecco perché, oggi più di ieri, necessita una sinergia tra la Regione Calabria, l’amministrazione comunale di Crotone e la rappresentanza parlamentare del territorio, solo così potremmo garantire a Crotone di guardare al futuro con speranza.
E proprio su questo concetto, questa mattina ho avviato una fitta interlocuzione con gli assessori regionali Franco Talarico (assessore al Bilancio e alla Partecipate) e Domenica Catalfamo (Assessore alle Infrastrutture), invitandoli ad esercitare quel ruolo di coordinamento istituzionale tipico della Regione.

Ho chiesto ai due esponenti regionali di convocare, immediatamente, un tavolo tecnico con la Sacal e tutti gli attori istituzionali del territorio (Comune di Crotone, Provincia, rappresentanze regionali e parlamentari) per capire cosa la società di gestione aeroportuale vuole fare per Crotone, e quali sono i programmi e i piani di rilancio dello scalo pitagorico.
La Sacal dovrà prendere impegni precisi e vincolanti su Crotone, così come ogni rappresentante istituzionale dovrà assumersi le proprie responsabilità.
Il nostro impegno non si deve arrestare e l’attenzione del territorio sullo scalo, soprattutto in queste fasi, deve restare alta.
On. Flora Sculco

1 COMMENTO

  1. È da un po’ di anni che bazzico su internet e continuo 6 leggere sempre sull’aeroporto di Crotone. Quello che mi stupisce è che sono sempre le stesse persone a mettere in evidenza gli stessi problemi. Ora io dico, se in tutti questi anni, non siete riusciti a trovare, o meglio a suggerire l’eventuale soluzione del problema. Non molto tempo fa si parlava di Sibari quale quarto aeroporto calabrese, poi si parlo’ di chiudere Reggio e Crotone. Oggi solo Crotone. Se questo è avere le idee chiare, allora sono io ad avere le idee molto confuse.

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