VACCINI ANTI COVID-19: IL CONSIGLIO E LA RACCOMANDAZIONE DEL PEDIATRA CROTONESE GIOVANNI CAPOCASALE.


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Vaccinazione anti Covid nei ragazzi e ritorno a scuola.
Con la prossima riapertura delle scuole e la ripresa delle attività lavorative si assisterà molto probabilmente ad un aumento dei contagi e dei ricoveri per Covid 19. In questi ultimi giorni, negli Stati Uniti, dove le scuole sono già aperte e le attività sono riprese a pieno regime, si è avuto un incremento dei contagi, delle ospedalizzazioni e dei morti, tanto che ormai si parla di “quinta ondata”. L’aumento dei casi si è registrato soprattutto nelle classi di età più giovani, dove il numero di vaccinati è più basso.
Se nei prossimi giorni il numero dei nostri ragazzi vaccinati non sarà sufficientemente alto, con la riapertura delle scuole una buona parte di loro si infetterà e diverrà concreto il rischio di dover tornare alla didattica a distanza, con tutte le conseguenze sul piano culturale, sociale ed emotivo che questa comporta.
L’unica soluzione è vaccinare il maggior numero possibile di ragazzi.
Fino a questo momento la risposta dei giovani in Italia ad eseguire la vaccinazione è stata buona, anche se da noi in Calabria come al solito, lo è stata un po’ di meno. Secondo i dati del 4 settembre del Min. San. i ragazzi fra i 16 e i 19 che hanno ricevuto almeno una dose del vaccino sono il 71,5% (in Calabria: 67,6%); quelli fra 12 e 15 anni hanno ricevuto almeno una dose sono il 46,8% (in Calabria: 37,5%). Dobbiamo fare di più.
I vaccini contro Covid 19 sono sicuri ed efficaci, riducono il rischio di contagio e di diffusione del virus e soprattutto diminuiscono il rischio di malattia grave e di ospedalizzazione.
L’efficacia è stata dimostrata ampiamente nei giovani: questi in seguito alla vaccinazione hanno una elevata risposta immunitaria. Anche la sicurezza del vaccino è elevata. Gli effetti collaterali sono di solito banali, comuni alle normali vaccinazioni. Dopo la vaccinazione contro COVID-19 i ragazzi possono avere alcuni effetti collaterali locali (dolore, gonfiore) o generali (febbre, malessere), che hanno breve durata (uno-due giorni). Per quanto riguarda la segnalazione di casi di miocardite o pericardite dopo la vaccinazione che ha creato molte paure nei genitori, si sa che questi casi sono abbastanza rari e si risolvono in pochi giorni senza alcun problema. Invece la possibilità che si abbia una miocardite o pericardite dopo aver contratto Covid 19 è di almeno dieci volte superiore rispetto a chi è stato vaccinato.
Pur se è vero che Covid 19 sia una malattia meno grave nei giovani rispetto alle altre fasce di età, ci sono dati di letteratura sui bambini in età prescolare, scolare e adolescenziale che riportano una non trascurabile percentuale di minorenni che sviluppano una malattia in forma più grave. Sono migliaia i casi di sindrome infiammatoria multisistemica (Mis-C) diagnosticati, con bambini che necessitano di ricovero e manifestano disturbi per molto tempo. È vero che la mortalità per Covid 19 nei giovani è rara ma non è zero. In Italia, in base ai dati pubblicati dall’Istituto Superiore di Sanità, nei più giovani appartenenti alla fascia di età fra i 0 e 19 anni che hanno avuto Covid 19, ci sono stati fino ad ora 31 decessi su 712.000 casi. In base a questo indice di letalità se non vaccinassimo i giovani fra 0 e 19 anni ed attendessimo che prendano prima o poi Covid 19, avremo fra di loro circa 500 morti. Non è poco per persone giovanissime.
C’è da aggiungere che l’aumento dei casi di infezione da Sars-Cov2 nella fascia di età pediatrica e adolescenziale (se non sufficientemente vaccinata) determinerà la creazione di un serbatoio per il mantenimento e per la successiva propagazione del virus nell’intera popolazione.
Quindi la vaccinazione dei giovani oltre ad impedire lo sviluppo della malattia fra di loro, potrà contribuire a diminuire la circolazione dello stesso virus e ridurrà il rischio che si generino varianti potenzialmente più contagiose o capaci di limitare l’efficacia degli attuali vaccini.
Certamente per ridurre la diffusione del virus ed evitare la creazione di serbatoi di diffusione dello stesso, sarebbe necessario raggiungere ancora più alte coperture vaccinali nelle fasce pediatriche ed adolescenziali e allo stesso tempo sarebbe necessario estendere la vaccinazione anche alle fasce di età inferiori a 12 anni.
Gli studi e la sperimentazione accurata del vaccino nei bambini in età prescolare e scolare sono ormai conclusi con risultati ottimi per quanto riguarda la sicurezza e l’efficacia del vaccino; si è solo in attesa del via da parte degli Organi regolatori prima di poter consigliare la vaccinazione anche per loro. In alcune Nazioni già si sta per iniziare la campagna vaccinale anche nei bambini sotto i 12 anni. Dal 2 settembre Cuba ha lanciato una campagna nazionale di vaccinazione contro il coronavirus per bambini e adolescenti dai 2 ai 18 anni prima della riapertura delle scuole (si sta utilizzando un vaccino di produzione cubana).
Per la ripresa della scuola in presenza ed in sicurezza si dovrà certamente continuare ad adottare alcune delle misure previste pe lo scorso anno come indossare la mascherina, controllare che non si abbia febbre prima di andare a scuola e disinfettare spesso le mani. Quest’anno però abbiamo un’arma in più, molto efficace e sicura che è la vaccinazione. Perciò si raccomanda di vaccinare i nostri ragazzi. Per chi non lo ha ancora fatto, può rivolgersi al proprio pediatra”.
Giovanni Capocasale (pediatra)
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