Riceviamo e pubblichiamo
Un lavoro di squadra per la cura , la tutela e la valorizzazione del territorio.
Nei giorni scorsi il procuratore della Repubblica di Crotone Giuseppe Capoccia , uno dei massimi rappresentanti degli interessi della collettività e dello Stato presenti sul nostro territorio , ha svolto , sui media locali , alcune riflessioni che toccavano ,e toccano, il tema degli abusi sulle coste di Crotone , non limitandosi , del resto, solo a quello . E per affrontare le delicate e , almeno per gli amministratori inadempienti , fastidiose tematiche si è servito di una metafora . Quella del bicchiere mezzo pieno. E del bicchiere mezzo vuoto. Prima di esternare alcune nostre riflessioni a margine dell’intervento del procuratore , certamente meno autorevoli di quelle da Lui svolte , vorremmo esprimergli , estendendolo anche a tutti i suoi collaboratori , il nostro senso di gratitudine per il lavoro svolto e per il lavoro che sicuramente continueranno a svolgere.
Punta Scifo e la demolizione di alcune case abusive realizzate sul promontorio Lacinio sono state , e sono, un ottimo risultato , frutto di uno straordinario lavoro di squadra , nato nella considerazione , e nella consapevolezza, che quel promontorio riveste un importanza strategica non solo per Crotone ma per tutta l’area del Mediterraneo e che per questo , va tenuto sotto controllo e va salvaguardato anche dagli attacchi degli abusivi che deturpano e accelerano i naturali processi degenerativi in atto, e in divenire. Attacchi che cercano di privare i crotonesi , e non solo loro, di un bene comune e del suo straordinario paesaggio .Unico in tutta la riva Sud d’Europa .
Ma è altrettanto vero che , sotto quest’aspetto, e allontanandoci , almeno momentaneamente, dal tema delle nostre riflessioni successive , non possiamo esimerci dall’annotare che quel promontorio oltre che dagli abusi e dagli abusivi va difeso anche dal rischio dell’erosione costiera e del suolo . E dal rischio idrogeologico . Rischi sempre più incombenti e, complici i cambiamenti climatici, sempre più difficili da affrontare . Una volta svolte le nostre prime veloci riflessioni su quelle attività che il procuratore Capoccia ha definito metaforicamente il bicchiere mezzo pieno, vorremmo fare alcune considerazioni ,necessarie e imprescindibili , sull’altra faccia della medaglia. Sulle cose non fatte . Sulle lentezze e sulle difficoltà che bloccano l’attività di controllo del territorio, e dei beni e degli spazi pubblici, da parte del Comune di Crotone .
A questo riguardo, rifuggendo anche dal pensiero comune e prevalente, noi riteniamo che il fenomeno dell’abusivismo non possa essere circoscritto solo a quello relativo alla costa ma vada esteso a tutto il perimetro urbano, devastato e abbrutito da un abusivismo dilagante e quasi sempre impunito che , nel tempo, ha reso Crotone una città anonima e anodina . Per questo riteniamo che devono essere intensificati , aumentati e allargati i provvedimenti di sequestro di abusi e di lottizzazioni abusive non solo sulla costa ma sull’intera area urbana. Provvedimenti di sequestro che devono essere supportati dal contributo decisivo da parte dell’amministrazione comunale che non può limitarsi solo ad un attività ordinaria e che deve, invece, utilizzare tutta la sua forza organizzativa e burocratica per abbattere e demolire , ipso momento, tutto quello che la legge e le normative prevedono , attuando , a questo riguardo , politiche di controllo del territorio a partire dal censimento degli immobili abusivi ; smaltendo le ordinanze di demolizione giacenti e dimenticate ; rimandando al mittente domande di sanatoria edilizia che riguardano richieste prive di requisiti a cui gli uffici comunali non rispondono lasciandole in sospeso ; intensificando il controllo sulla panificazione comunale e sul rispetto degli adempienti di legge. E anche se l’ amministrazione comunale di Crotone, come tutte le amministrazioni pubbliche, dovesse individuare la carenza di risorse come principale causa della scarsa manutenzione del territorio e della sopravvivenza di manufatti abusivi , questa motivazione deve essere considerata , e denunciata, come un atto d’irresponsabilità e , a nostro parere, di corresponsabilità e per questo da non prendere in considerazione . Per due ordini di motivi. Il primo. Non viene irrogata agli autori degli abusi la sanzione che può arrivare fino a 20 mila euro, come previsto dalla legge . Il secondo. Consente agli abusivi di continuare a beneficiare degli immobili senza corrispondere alcuna indennità né i tributi previsti dall’ordinamento, rinunciando di fatto a risorse preziose per finanziare le demolizioni Del resto le ingenti risorse del programma Next Generation EU e del Piano di ripresa e di resilienza nazionale destinate alla “rivoluzione verde” e alla “transizione ecologica” forniscono slancio decisivo alle iniziative dei comuni che perseguono obiettivi ambiziosi quali la promozione della “bellezza delle città e dei territori, dell’architettura contemporanea e della qualità dell’edilizia pubblica e privata” ed un “consumo di suolo tendente a zero” . Tutti obiettivi che si possono conseguire attraverso l’incentivazione degli interventi finalizzati alla riqualificazione urbanistico-ambientale, in modo da incanalare la pianificazione e l’attività edilizia in una prospettiva incentrata sulla rigenerazione piuttosto che sulla espansione del patrimonio immobiliare (riuso di edifici, aree e infrastrutture e la rigenerazione del territorio urbanizzato) . Tutti obiettivi che a Crotone si potrebbero raggiungere a patto che l’attuale amministrazione comunale , dopo aver preso coscienza che “quelli di prima non ci sono più”, procedesse con l’adozione del Piano Strutturale Comunale , abbandonando , e mettendo in soffitta, il vecchio e , per alcun versi , comodo Piano Regolatore Generale , obsoleto e datato , con il conseguente aggiornamento delle politiche di pianificazione e delle regole di perequazione e compensazione dei diritti d’uso dei suoli; con l’espansione delle prerogative di partecipazione dei portatori di interessi; con l’introduzione di nuovi strumenti di “governance” delle politiche urbanistiche e di coordinamento e leale collaborazione tra gli attori coinvolti , concepiti per accrescere la conoscenza del territorio e del suo sviluppo urbanistico e favorire scelte comuni tra gli attori interessati. In ogni caso, al di là dell’ingente mole di risorse disponibili , per noi al momento solo sulla carta, per quanto ci riguarda , Crotone da una situazione così complessa può uscirne solo attraverso una strategia partecipata e condivisa per la quale occorre una cabina di regia tra il Comune, gli ordini professionali , le associazioni datoriali , le organizzazioni sindacali , il mondo del terzo settore e del volontariato, la prefettura , la procura della repubblica e le forze dell’ordine .


Un grande lavoro di squadra per la cura , la tutela, la salvaguardia e la valorizzazione del territorio , per guardare al futuro con fiducia e con ottimismo nel tentativo di lasciare ai nostri figli un mondo migliore di come l’abbiamo trovato noi .
I Consiglieri comunali
Antonio Manica
Fabio Manica
Alessia Lerose
Giuseppe Fiorino
Enrico Pedace
Andrea Devona
Vincenzo Familiari
Salvatore Riga





