Si è tenuta ieri sera nella sala consiglio di Palazzo di Vetro a Catanzaro una sorta di assemblea aperta con una nutrita delegazione parlamentare e regionale.
Tema dell’incontro: come salvare le Province calabresi, e non solo, dal lento morire al quale le ha esposte la terribile riforma Delrio.


Riforma che le ha private di finanziamenti e di funzioni, con la conseguente quasi immediata di una crisi di cassa e finanziaria il cui ultimo effetto è la prospettiva di non potere neanche corrispondere gli stipendi ai dipendenti, dopo avere già sperimentato la difficoltà di manutenere le viabilità provinciale e gli edifici scolastici medi secondari, le uniche deleghe ad essere loro rimaste.
In parte presenti in aula e in maggioranza collegati da remoto, per lo più da Roma, dove fra tre giorni si svolgerà la cerimonia di insediamento del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, hanno preso parte all’importante appuntamento Paolo Parentela, Wanda Ferro, Domenico Furgiuele, Silvia Vono, oltreché il presidente dell’assemblea di Palazzo Campanella Filippo Mancuso, e Antonio Viscomi, Giuseppe D’Ippolito, Dalila Nesci, Giuseppe Auddino, Anna Laura Orrico, Maria Tripodi, Elisabetta Barbuto, Francesco Forciniti, Mariarita Corrado e Bianca Laura Granato, davanti al monitor.
Ad aprire gli interventi, in qualità di presidente di Upi Calabria e di “padrone di casa”, Sergio Abramo,
a seguire gli accorati appelli del presidente di Vibo Valentia Salvatore Solano, del vice sindaco della Città metropolitana di Reggio Carmelo Versace e del vicepresidente della Provincia di Crotone Giuseppe Fiorino.
Giudizi pesanti, fra gli altri, sono stati espressi dal sottosegretario alla Coesione Territoriale e al Sud Nesci, che ha chiesto la formalizzazione delle istanze avanzate nel corso del lungo pomeriggio da parte dei vertici delle varie Province.
Primo atto, la lettera che Abramo, in quanto presidente regionale Upi, invierà nell’immediato, ai tre ministeri competenti, Economia e Finanza, Interni e Funzione Pubblica, chiedendo l’allestimento di un apposito tavolo interministeriale.
Di più lunga gittata la revisione della riforma Delrio, con il rientro di deleghe e competenze, e il ritorno all’elezione diretta del Consiglio provinciale del presidente, oggi in qualche modo avviliti nella loro rappresentanza indiretta e incostante. Un discorso a parte merita la trattativa con l’ente Regione, nel cui ambito si fanno forti le differenze tra quanto succede al centronord, con Regioni che hanno delegato parecchio alle Province, e quanto avviene al sud, dove questo non si è verificato se non in minima parte, e in Calabria per nulla. Sono in corso in tal senso, richieste e aperture tra Abramo e il presidente della Regione, Roberto Occhiuto.





