

Riceviamo e pubblichiamo
In relazione alla nota pubblicata su Fantapol News in merito alla brutta vicenda consumatasi nei giorni scorsi in Parlamento con l’estromissione della deputata Elisa Scutellà in favore di Andrea Gentile, riteniamo corretto sottolineare che, pur essendo perfettamente d’accordo con gli amici crotonesi di Demos in merito ai manovratori occulti ( e non ) che tengono in ostaggio la regione, non possiamo , invece, essere d’accordo sulla premessa da cui si dipana il ragionamento che attribuirebbe velatamente la responsabilità dell’occorso alla legge costituzionale varata nella precedente legislatura e che ha ridotto il numero dei parlamentari dovendo, piuttosto, le cause essere ricercate nelle modalità, a dir poco spudorate, con le quali si è proceduto alla riattribuzione del seggio e di cui ampiamente si è parlato nei giorni scorsi.
Giova, infatti, sottolineare che i ricorsi avverso l’esito delle elezioni hanno sempre costellato il panorama parlamentare tanto è vero che la conferma degli eletti avviene sempre con ritardo rispetto alla data di entrata in Parlamento e, comunque, dopo che la Giunta per le elezioni ha verificato la regolarità delle stesse. Ma l’elemento nuovo in questo frangente è costituito non già dal ridotto numero dei parlamentari bensì, esclusivamente, dalle modalità grazie alle quali il ricorso ha trovato terreno fertile per proseguire vittoriosamente fino all’epilogo nefasto che tutti conosciamo senza contare l’effetto perverso che gli eventi potrebbero determinare sul fenomeno dell’astensionismo come risposta ad una fiducia nella politica che va sempre più inesorabilmente scemando.
Ebbene, nel caso de quo, non è sfuggito a nessuno che le operazioni mirate a sottrarre il seggio attribuito alla deputata Anna Laura Orrico nel collegio uninominale di Cosenza , e conseguentemente alla deputata Scutellà entrata in Parlamento in sostituzione alla stessa Anna Laura Orrico, è avvenuto per due ordini di motivazioni e precisamente perché, in prima battuta, sono state cambiate, a giochi conclusi, le regole interpretative che presiedevano l’attribuzione dei voti in occasione dello spoglio. E non solo. Queste regole sono state cambiate esclusivamente per la Calabria. Solo per Cosenza addirittura perché stranamente le conclusioni cui è giunta la Giunta per le elezioni avrebbero dovuto logicamente e conseguentemente condurre a porsi il problema di riesaminare gli esiti delle elezioni in ogni collegio uninominale italiano alla luce dei nuovi criteri interpretativi cosa che, invece, non è stata minimamente presa in considerazione.
Per non parlare del secondo dei due singolari motivi che hanno legittimato quello che è stato definito da più parti un vero e proprio “scippo”, ossia il rinvenimento durante il riconteggio delle schede, di tante, troppe, schede già conteggiate come bianche ed invece risultate votate. Delle due l’una : o a Cosenza si vota con un particolare inchiostro simpatico che , invece di scomparire, riappare a distanza di tempo oppure i componenti dei vari seggi necessitano urgentemente di massicci interventi a livello oculistico.
Ciò detto riteniamo di dover concludere che la vicenda cosentina non sia assolutamente da ricondurre alla legge sulla riduzione dei parlamentari, ma ad una concezione errata della politica come “potere” sui cittadini anziché come “servizio” in favore dei cittadini. Una arrogante ( a dir poco ) manifestazione di potere sublimatasi in questa bruttissima pagina di politica che ha sottratto ai cittadini calabresi, e solo a loro in tutta evidenza, la sovranità posta alla base della nostra Costituzione giungendo fino al punto di certificarne la incapacità di voto e la necessità di un volenteroso amministratore di sostegno che “correggesse” la loro libera espressione nella opposta direzione. Mai simili vette erano state raggiunte, ma al peggio, evidentemente, non c’è mai fine.
Tocca a noi cittadini calabresi, parte lesa in questa vicenda che ci vede offesi ed umiliati reagire invertendo questa tendenza di retaggio feudale e rivendicando la nostra Libertà da chi ci vorrebbe servi sciocchi del potente di turno in questa terra dove i diritti sono scambiati troppo spesso per favori. Orgogliosamente liberi e sempre all’insegna della Lealtà che molti invocano e pochi, purtroppo, praticano.
Coordinamento provinciale M5S CROTONE







